Cassino – Due imprenditori indagati, sequestrati beni per oltre 8 milioni di euro

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I due titolari di una grande e nota azienda del Cassinate hanno simulato uno stato di dissesto ed ha omesso di versamento di imposte per milioni di euro ed il pagamento degli stipendi ai dipendenti per diverse mensilità. Tutto questo per non saldare i tanti debiti contratti. I due imprenditori infatti avevano costituito nuove società nelle quali erano stati trasferiti tutti i beni dell’impresa in crisi. A scoprirlo sono stati i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino coordinati dal tenente colonnello Massimiliano Fortino con un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino che ha permesso, allo stato, di sottoporre a controllo 5 società e di indagare 2 persone sospettate di gravi reati, quali bancarotta fraudolenta, truffa ed omessa o infedele dichiarazione fiscale.

gdf_cassinoLe indagini, durate circa un anno, hanno consentito ai finanzieri di scoprire come gli imprenditori indagati, padre e figlio di 75 e 42 anni, di origini umbre ma residenti a Cassino, siano riusciti a veicolare importanti appalti, ottenuti su tutto il territorio nazionale, a favore nelle nuove società, danneggiando la vecchia società che aveva accumulato uno stato di insolvenza nei confronti di fornitori, dipendenti e fisco. Questo con il solo scopo di occultare buona parte del patrimonio aziendale e dei profitti derivanti dagli appalti. massimiliano fortinoUna grande quantità di materiali, attrezzature e beni strumentali dell’azienda portata al collasso, risulta non più reperibile, in quanto mai rientrata alla sede principale dai molteplici cantieri operativi, posti in diverse aree del territorio nazionale ed anche in qualche Paese estero. Su disposizione  del sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, le Fiamme Gialle del gruppo di Cassino hanno eseguito la perquisizione di oltre venti tra cantieri e sedi legali di imprese dislocate in varie località, quali Cassino, Roma, Bari, Catania, Lucca, Avellino, Domodossola, Fabriano e San Miniato, nell’ambito delle quali sono stati sottoposti a sequestro: 8 fabbricati industriali ed aree annesse per complessivi 46.000 mq, n. 208 tra autovetture e mezzi di trasporto di varia natura, n. 27 mezzi d’opera pesanti (gru, muletti, ecc), n. 49 containers contenenti materiali ed attrezzature, n. 15 macchinari industriali di grandi dimensioni (piegalamiere, banchi da lavoro, piegatubi ecc.), n. 29 personal computers, oltre ad una cospicua quantità di materiale elettrico, idraulico e di utensili da lavoro per un valore complessivo pari a oltre 8 milioni di euro. LucianoDEmmanuele-procuratoreCassinoGli accertamenti della Guardia di Finanza proseguono per determinare l’esatto ammontare dei debiti tributari non versati e della base imponibile illecitamente sottratta a tassazione. Il Procuratore Capo Luciano D’Emmanuele ha espresso grande soddisfazione per le indagini dichiarando che ‘l’attività della Guardia di Finanza di Cassino svolta in piena sinergia con questa Procura ha dato una risposta importante verso coloro che pur avendo lavorato non hanno percepito alcuna retribuzione. Il patrimonio sequestrato sarà quindi destinato al saldo dei debiti contratti dalla vecchia società. Ang.Nic.
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