Alatri – Inchiesta sull’edilizia, lo sfogo di Morini: “Speravo di aver chiarito tutto”

Andrea Tagliaferri
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Le reazioni alla chiusura indagini preliminari da parte delle Fiamme Gialle arrivano dal Primo Cittadino e da alcuni consiglieri di minoranza. La maggioranza, invece, tace.

Sono amareggiato e deluso ma non mi arrendo. So che ci vorrà del tempo e che non sarà un periodo facile ma ne uscirò pulito”. Così esordisce lo sfogo di Giuseppe Morini, indagato come libero professionista nell’inchiesta “Easy Build” della Guardia di Finanza e condotta in prima persona dal Procuratore De Falco. “In realtà dopo essere stato ascoltato in Procura pensavo di aver chiarito la mia posizione circa i condoni che ribadisco essere regolari; circa la separazione del ruolo di amministratore da quello di professionista, che non mi ha mai dato vantaggi anche perché è proprio il Testo Unico degli Enti Locali a garantire l’autonomia dei tecnici comunali dal potere politico. Nel caso specifico dell’edificio posto sotto sequestro, poi, e su quella dichiarazione che gli inquirenti, sulla base delle opinioni dei periti consultati, ritengono falsa ho cercato di far capire che la terminologia usata a livello Catastale per edifici di quella tipologia è proprio “in costruzione” ma ciò non significa che ci fosse un cantiere aperto”. “Evidentemente– continua Morini- o non si è capito o non si vuole capire ma ora produrremo ulteriori elementi e spero la mia situazione verrà chiarita>>. Sul fronte delle opposizioni sia Tarcisio Tarquini, sia Gianluca Borrelli, sia il Deputato Luca Frusone, sottolineano più l’aspetto politico e le responsabilità del PD in questa faccenda, accusando il partito dei Dem di “silenzio assordante”, tornando anche sul conflitto di interesse di cui hanno parlato per anni. Tarquini, in particolare, uscì addirittura dall’aula consiliare per sottolineare questa criticità del doppio ruolo del sindaco al momento della sua elezione ed è un argomento sul quale il consigliere di Alatri in Comune è spesso tornato, spesso inascoltato. Roberto Addesse, in quota Lega, si dice garantista ed attende che “i destinatari delle indagini possano dimostrare l’eventuale estraneità alle accuse. Certamente– conclude il consigliere d’opposizione- una brutta pagina che getta fango sulla già precaria condizione della città”. Dalla maggioranza, invece, bocche cucite, nessuna dichiarazione di sostegno al Sindaco né commenti sulle indagini.   And. Tag.
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