Danni permanenti ad un neonato. Il giudice condanna l’Asl e due ginecologi di Frosinone al risarcimento di quattro milioni di euro.
I fatti risalgono all’agosto del 2009 quando quando S.B. una donna alla sua prima gravidanza venne ricoverata in ospedale perché aveva rotto le acque. Ma nel corso della giornata erano sopraggiunti problemi che avevano indotto i parenti e personale parasanitario a optare per un cesareo. Ma A.G. la ginecologa, preferì aspettare perché voleva gestire il parto nella maniera naturale. Il bambino nacque 24 ore dopo a seguito di una manovra denominata <Kristeller>, una manovra che porta all’espulsione del feto. Ormai però era troppo tardi. Il piccolo, nato cianotico, aveva manifestato subito i primi segni di asfissia e depressione cardiorespiratoria. Oggi quel bambino ha sette anni, non parla, non si muove, non vede e viene alimentato artificialmente. I genitori subito dopo la sua nascita ravvisando delle responsabilità da parte dei due ginecologi si sono affidati all’avvocato Bernardino Catelli per essere rappresentati nelle sedi opportune. E dopo sette anni di guerra di carte bollate, di superperizie, di consulenze medico specialistiche e di numerosi testimoni, il giudice del tribunale di Frosinone dott. Antonio Masone ha pronunciato la sentenza. I due ginecologi e e L’Asl Fr4 sono stati condannati a risarcire ai due genitori una somma record: quattro milioni di euro. Per entrambi i ginecologi, ricordiamo è ancora aperto il procedimento penale. Marina Mingarelli
