Il disperso centrodestra a Frosinone, il Pd a passo di lumaca verso il congresso. Una politica flebile affossa il territorio

Dario Facci
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(di Dario Facci) Le notizie, se così si possono chiamare, sono due: 1) il Comune di Frosinone ha approvato il rendiconto finanziario con 15 voti a favore, 10 contrari e 3 astenuti. 2) Il commissario ad acta per il Congresso provinciale del Partito Democratico, sta concludendo i suoi confronti (pare telefonici!) che dovrebbero portare a una soluzione dell’intricatissima vicenda. Quando? Probabilmente dopo le ferie. Se la Politica della provincia di Frosinone è immaginata debole ormai da anni dai più acuti osservatori, difficilmente oggi potrebbe definirsi diversamente da flebile.

Mentre le emergenze di un territorio che appare in molti indicatori sempre più residuale i rappresentanti politici locali si disperdono alla ricerca di equilibri interni che ormai non sanno neanche più dove cercare. Lo fanno incoscienti di una prospettiva neanche lontana ancor peggiore, quella del continuo svuotamento dei territori montani e degli strumenti amministrativi provinciali, della crisi industriale specie in un settore vitale per il sistema cardiocircolatorio dell’industria locale come l’Automotive, delle difficoltà sempre più evidenti della gente a tirare avanti e così via. Bastino, per rafforzare la convinzione della debolezza della rappresentanza politica, due esempi: quello del disperso centrodestra che governava Frosinone e quello dell’ormai epico nonché archeologico congresso provinciale del Partito Democratico. Il primo è un esempio di scempiaggine organizzativa prima che politica, laddove nessuno è stato capace di organizzare un vertice del centrodestra che funzionasse, in due anni di stranezze dovute in particolare alla posizione difficilmente comprensibile di Forza Italia che continua a chiedere un azzeramento della Giunta che i presunti alleati non vogliono. Dove sono i dirigenti di partito? Si parlano? Pensano che il loro compito possa esaurirsi in qualche chiacchiera sottobanco nei bar o nelle pizzerie? In sintesi, hanno la capacità di affrontare un problema politico e di risolverlo? Detto per inciso questo problema di volatilità della coalizione non è propriamente del sindaco Mastrangeli. Di governi cittadini portati avanti con le seconde convocazioni, addirittura in regime di “anatra zoppa” (vedi il secondo Marzi) ne è piena la storia. Il problema è della Politica. A Mastrangeli questa vacuità dei partiti sembra fare addirittura bene, se dovessimo considerare l’innegabile progresso nella realizzazione delle opere. Le piazze su tutte, senza perderci in inutili e già noti elenchi che, onestamente, sono sorprendenti nella città che ha spiccato nei decenni per essere campionessa d’incompiute. E’ che la vacuità non fa bene alla rappresentanza, non fa bene al territorio. Ne è lampante esempio lo sfrangiato Partito Democratico provinciale. Qui la dinamica dicotomica tra le fazioni non è più ascrivibile a una qualche forma di dialettica interna, per ruvida che possa essere: si tratta di una malattia autoimmune con l’aggravamento della tendenza suicida. Difficilmente il Commissario ad Acta incaricato di metterci mano dopo un anno di tesseramento creativo, dimissioni, sgambetti, sospetti e strepiti, riuscirà a combinare qualcosa di risolutivo entro il termine del mese in corso. Avvierà un processo che non potrà che protrarsi almeno all’autunno. Intanto, per esempio, il circolo di Frosinone resta paralizzato. Inane rispetto al massimo impegno che dovrebbe avere per iniziare a costruire una parvenza di coalizione per un futuro elettorale già imminente. Una forma di contrapposizione seria che in democrazia è assai salutare. Sempre. In una situazione del genere (di esempi ce ne sarebbero altri e succosi) come volete che il territorio provinciale possa davvero scuotersi e imporsi nelle dinamiche sempre più competitive? Una scena politica non piatta, addirittura concava, dove il tutto si ripete all’infinito in una gabbia stagnante e le notizie, da troppo tempo, sono sempre le stesse. Serve una scossa vera. Cercasi energia nuova.
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