Cassino – Sarah Grieco: “Ecco come immaginiamo l’ex Omni…”

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«E’ notizia di questi giorni che il Comune procederà ad asta pubblica per la dismissione dell’ennesimo immobile di sua proprietà: l’ex OMNI. Un edificio centralissimo di oltre 1.200 metri quadrati con un grande giardino e chiuso da anni. Un istituto dalla lunga storia e dai molteplici utilizzi: dai vaccini all’asilo comunale fino ad essere utilizzato per scopi aggregativi».

A parlare è Sarah Grieco che aggiunge: «L’asta è prevista per il 20 maggio. E così un altro pezzo della nostra comunità verrà ceduta ad un privato che costruirà l’ennesimo palazzo. Ora mi dico. Ma cos’è una comunità se non un insieme di persone che condividono degli spazi “pubblici “ (cioè di tutti) per incontrarsi e socializzare. In questi anni siamo diventati solo un insieme di persone che comprano cose e consumano cibi e bevande. Se non ci fossero le chiese e qualche parco giochi non vi sarebbero altri luoghi di incontro. Non una piazza in grado di chiamarsi tale; non un luogo dove svolgere associazionismo o momenti di incontro. Il nulla. Il bando parla di un immobile “non strumentale” all’esercizio delle funzioni dell’Ente. Allora mi chiedo se non rientra nelle “funzioni” di un comune destinare spazi ai suoi cittadini. Un edificio di tale rilevanza, buttato a terra per far spazio ad un altro palazzo, è l’ennesima ferita; come quella che subiamo ogni volta che passiamo vicino all’ex mercato coperto. L’ex Omni non può diventare l’ennesimo nuovo palazzo. Nel nostro programma c’è uno spazio giovani e un nuovo circolo per gli anziani. Vogliamo a gran voce un Grande centro aggregativo. Uno spazio nuovo e diverso per incontrarsi, promuovere e organizzare iniziative rivolte a giovani e giovanissimi dai 16 ai 35 anni. Non si tratta di un centro sociale ma di una realtà molto più stimolante che cambierebbe il modo stesso dei giovani di vivere la città. Laboratori, corsi, seminari e percorsi formativi proposti e realizzati dai giovani per i giovani della città con un bando annuale. Ecco come immaginiamo l’ex Omni: un luogo animato da ragazzi. Ma anche uno spazio autonomo a piano terra per i suoi anziani che hanno il sacrosanto diritto di svolgere attività a corpo libero, ballo e persino giocare a bocce. E se questo rappresenta l’ennesimo tentativo per far fronte ai debiti pubblici diciamo che non si possono vendere “i beni di famiglia” per l’evidente incapacità di portare fondi a Cassino. Troppo comodo parlare di pareggio di bilancio mettendo le tasse al massimo, facendo multe selvagge e vendendo beni che dovrebbero essere di tutta la comunità e non di un singolo. Pensiamo piuttosto a potenziare un Ufficio Europa in grado di partecipare ai bandi e vincerli; internalizziamo il più possibile servizi affidati a terzi per ridurre le spese; creiamo un contributo minimo di soggiorno per i turisti per far fronte alla manutenzione delle strade. Questo è quello che abbiamo in mente per la nostra città: trasformarla in una comunità. E ci opporremo, anche con azioni concrete, a questa come a tutte le operazioni che vanno nella direzione opposta». VV
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