E’ stato condannato in primo e secondo grado a 25 anni di carcere perché ritenuto colpevole di aver ucciso l’ex fidanzata nel 2012.
Tonino Cianfarani, il manovale di Sora che secondo l’accusa ha massacrato di botte e poi murato in un caminetto Samanta Fava, da ieri è agli arresti domiciliari. In carcere ha trascorso poco meno di trentasei mesi. A concedere il beneficio il giudice della Corte d’Appello di Roma per motivi di salute. Cianfarani infatti, secondo quanto riferito dal suo avvocato Ezio Tatangelo, sarebbe gravemente malato e per questo necessiterebbe di particolari cure. La decisione è stata appresa dai parenti di Samanta con ‘grande sconcerto e rammarico. È come se fosse stata uccisa per la seconda volta’. Samanta Fava scomparve da Sora nell’aprile del 2012 e venne ritrovata, grazie al fiuto di un cane molecolare della Polizia di Stato, nel giugno del 2013, murata dietro un caminetto all’interno di una vecchia cantina in un casa intestata a Cianfarani.
Ang.Nic.
