A qualche giorno dal duro comunicato del Sindaco di Alatri, già contestato per i modi e la forma dal candidato di ‘Alatri in Comune’ Tarquini, Iannarilli, diretto interessato, respinge le accuse e rilancia.
“Preso atto di quanto dichiarato mi vedo costretto a rispondere all’Ing. Morini, sottolineandogli che non sono mai stato sindaco del Comune di Alatri e le accuse a me rivolte non hanno nessun fondamento; i documenti e le persone che lavorano in Comune ne sono una chiara testimonianza. Il malcontento che si respira oggi tra i dipendenti del Comune è palese e tangibile ed in passato non c’è mai stato; questo è un fatto inconfutabile. Personalmente non ho avuto contrasti con nessun dipendente e non ho mai spinto o esortato qualcuno a fare causa all’Ente; sono altri i responsabili! Godo di ottima stima tra tutti i dipendenti. Io nella mia gestione del personale negli anni non ho mai incontrato alcuna difficoltà; mi sono sempre confrontato con tutti ed in cambio ho ricevuto sempre e solo rispe
tto”. Questa la premessa che il Deputato azzurro fa prima di scendere nel merito delle singole accuse. “Ci tengo a ricordare all’Ing. che le parcelle emesse dagli avvocati nominati dalla Giunta Magliocca sono relative a cause motivate dalla precedente gestione dove c’era lui a governare” continua Iannarilli che poi ricorda a Morini alcuni esempi come il caso Gaia e la storia della Multiservizi sul quale, nello specifico, il Parlamentare ricorda i 131 lavoratori assunti nell’organico della Provincia anche grazie al proprio impegno. “All’epoca della giunta Magliocca ero Parlamentare e Presidente della Provincia, quindi non potevo fare il facente funzione del Sindaco, ma quando ho potuto ho lavorato sodo. Caro Ing. per scopi personali non ho mai usato alcuna risorsa pubblica e soprattutto non ho mai abusato dei miei numerosi incarichi istituzionali; non sono titolare di uno studio tecnico […] le mie attività professionali non hanno mai avuto a che fare con l’amministrazione pubblica, nemmeno con quella di Alatri. Caro Ing, posso garantirle che il danno che ha causato alla città è tale da non poter essere valutato economicamente: le casse in rosso, l’urbanistica ferma a 40 anni fa, le tariffe a domanda individuale al massimo, ma per il momento mi fermo qui, perché a breve ne vedremo delle belle. Come fa ad avere credibilità un Sindaco che vota per tre volte a favore degli aumenti delle tariffe idriche, senza contare che con il suo voto ha portato nelle casse di Acea svariati milioni di euro e potrei continuare dicendo che in campagna elettorale si è sempre schierato contro Acea”. “Comunque- conclude la lunga nota– vi sono rimasti meno di 90 giorni di amministrazione poi finalmente la cittadinanza vi manderà a casa”.
