Furto da oltre 50000 euro nel Santuario dei Carmelitani a Ceprano. Ignoti, infatti, nella notte sono riusciti ad entrare nella struttura e a portare via la statua di legno raffigurante il “Bambino di Praga” oltre a diversi arredi sacri, tra cui candelabri e incensiere.
A scoprire il furto è stato il custode Padre Mario che, come ogni mattina, si è recato nel santuario dove avrebbe dovuto celebrare una Messa. C’è voluto poco, però, per scoprire l’amara sorpresa. Ignoti, infatti, erano entrati nell’edificio, portando via diversi arredi sacri tra cui candelabri e incensiere di grosso valore e una statua di legno raffigurante il “Bambino di Praga“. Il valore del materiale rubato sarebbe superiore a 50000 euro. Immediata è scattata la richiesta di intervento ai carabinieri, che stanno ora portando avanti le indagini. Stando ad una prima ricostruzione di quanto accaduto, i ladri si sono calati in chiesa attraverso un finestrone laterale posto ad oltre dieci metri di altezza. Rotto il vetro, è stato un gioco da ragazzi, infatti, calarsi nel santuario attraverso un tubo di plastica. Il colpo è avvenuto nella notte, con i malintenzionati che hanno potuto agire indisturbati. Nella notte, infatti, il santuario dei carmelitani rimane incustodito. I religiosi che gestiscono il Santuario, infatti, abitano a qualche chilometro di distanza. E oltretutto, la posizione dell’edificio, lontano dal centro abitato, ha aiutato i ladri. I militari, nelle ore scorse, hanno effettuato i rilievi di rito, chiedendo anche l’ausilio della scientifica. La speranza è che si possano trovare delle tracce utili per risalire agli autori del furto sacrilego. Sgomento tra la comunità di Ceprano. La scultura in legno, nota come “Bambinello”, era stata già rubata in un’altra occasione, il 24 febbraio del 1994, dalla chiesa della Madonna del Carmine a Ceprano. Era stata ritrovata a Roma poco tempo dopo. Ricordiamo che la statua è stata realizzata da un artista anonimo ed era stata donata sul finire dell’ ‘800 da Monsignor Pietro Corvi ai frati Carmelitani Scalzi, devoti a Santa Maria Vittoria di Praga. CAP
