Cassino – Rimaste senza sostegno, famiglie nord Africane chiedono aiuto

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In maniera composta hanno protestato davanti al Comune. Chiedono un aiuto perché, una volta concluso il progetto ‘Africa’ sono rimasti senza sostegno.

Una quindicina di famiglie nord Africane, quindi, hanno chiesto di poter parlare con il sindaco anche se Petrarcone e la sua Giunta in questa vicenda non hanno nulla a che fare per il semplice motivo che nessuna di queste persone ha cittadinanza italiana e quindi residente in città. Il primo cittadino ha comunque voluto ascoltare le loro voci, la loro sofferenza, il loro dolore e si è fatto portavoce presso la Prefettura, Istituzione di competenza per ciò che riguarda gli immigrati. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Cassino che hanno quindi ascoltato i promotori della protesta, i sindacalisti dell’ UsbAsia Rino Tarallo e Carmine Capizzi, che da giorni stanno dando sostegno a queste persone abbandonate a se stesse. In base a quanto ricostruito dagli investigatori del dirigente di Polizia, Nicola Donadio, i rifugiati sono stati ospiti in strutture di proprietà di un’unica cooperativa che ha ottenuto gli appositi fondi dal Governo. Cifre di un certo spessore che sarebbero dovute servire non solo al mantenimento momentaneo degli immigrati ma anche al loro successivo inserimento in un contesto sociale più dignitoso. Qualcosa però deve essere saltato nel circuito delle cooperative e una volta finito il progetto e quindi l’arrivo di migliaia di euro, gli stranieri sono stati scaricati e soprattutto senza che nessuno di loro fosse in grado di badare autonomamente al proprio sostentamento ed a quello dei loro familiari. Chi ha controllato l’esatta efficacia del progetto? Chi ha verificato che i fondi stanziati siano stati utilizzati solo ed esclusivamente per quel fine? Domande che cercano risposta. Nel palazzo adiacente al Comune,  al primo piano del Tribunale, c’è chi, ha osservato la protesta, prendendo appunti. A buon intenditor….. Angela Nicoletti
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