L’ultima novità del fermento politico pre-elettorale sembra essere un possibile, presunto ritorno di fiamma tra Roberto De Donatis e Bruno La Pietra.
Dunque alla piattaforma “civica” dell’architetto alla quale hanno già aderito esponenti di centrodestra, Forza Italia in primis, si aggregherebbe anche la sinistra legata a La Pietra. “Di fronte ai problemi concreti della città – si interrogano alcuni – come si fa a decidere cosa è meglio fare tra ideologie che esprimerebbero soluzioni probabilmente opposte?”. Per realizzarlo si dovrebbe accettare una sorta di “mutazione genetica” che appare rischiosa. Le anime di un ipotetico gruppo di governo dovrebbero “cedere” – una volta uno, una volta l’altro – e oscillare come un pendolo. E quante volte si può pensare di governare per logica di parte? Il governo cittadino ha bisogno prima di tutto di compattezza e questa può venir fuori solo se gli ingredienti alla base della piattaforma sono compatibili. Del resto l’obiettivo finale non è vincere le elezioni quanto governare bene la città. La perplessità sulla questione è quindi, se un’alleanza di politici come fosse un conteggio elettorale, quasi ragionieristico, e un insieme disomogeneo senza un fil rouge sui reali obiettivi nella pratica amministrativa, possa portare ad una coalizione che sia armoniosamente capace. Se tale “fusione” possa essere concreta e possibile o se si è di fronte solo a fantasiose ipotesi arrivate alla stampa lo si capirà a breve. Ad oggi l’unico indizio concreto è che la responsabile di Fratelli d’Italia, Martina Sperduti, ha confermato di volere nella propria squadra La Pietra. A parte i “soliti” tira e molla per non scoprire le carte, di temi e soluzioni ancora nulla. IM
