23 anni di violenze, minacce su moglie e figli. 23 anni di paure e di persecuzioni sono finiti grazie all’intervento dei Poliziotti di Cassino. Una donna, finalmente, ha denunciato il marito dopo essere stata minacciata di fare “la stessa fine di Elena Ceste”. Nei confronti dell’uomo è stata data esecuzione alla misura cautelare dell’allontanamento immediato dalla casa familiare e da tutti i posti frequentati dalla moglie e dai figli.
Ieri sera, il personale del Commissariato di Cassino ha eseguito, a carico di un cinquantenne del luogo, la misura cautelare dell’allontanamento immediato dalla casa familiare e del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie e dal figlio minore, con particolare riguardo all’abitazione, al luogo di lavoro e alla scuola. Tale misura è stata disposta dal GIP del Tribunale di Cassino conseguentemente alla denuncia presentata, lo scorso mese di novembre, dalla moglie per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce. La donna ha raccontato di frequenti episodi di violenze fisiche e psicologiche iniziati nel lontano 1992, anno in cui hanno iniziato la convivenza. Le violenze erano rivolte anche nei confronti dei due figli, di cui uno attualmente ancora minorenne. La donna non ha mai denunciato tali fatti alle Forze dell’Ordine per timore delle ritorsioni che il marito potesse mettere in atto nei confronti dei due figli. La donna ha raccontato che recentemente vi è stata un’occasione in cui l’uomo l’ha aggredita proferendo nei suoi confronti insulti e minacce. La figlia, intervenuta in difesa della madre, è stata colpita al volto da uno schiaffo che le ha procurato la lesione del timpano ed una riduzione permanente dell’udito, costringendola a ricorrere alle cure mediche. Ma tale episodio di violenza non è stato l’unico. Altri se ne sono susseguiti. Al Commissariato di Cassino la donna ha denunciato che in un’altra occasione, anche alla presenza di una sua amica, l’uomo al fine di per impedire alla moglie di uscire da casa, l’ha colpita violentemente con calci e pugni facendola cadere a terra e facendole perdere i sensi. Ancora, nello scorso mese di settembre, per futili motivi, l’uomo ha aggredito la moglie anche alla presenza del figlio minore, afferrandola per il collo e scaraventandola contro un armadio, procurandole ferite in tutto il corpo. L’ultimo grave episodio violento risale allo scorso mese di novembre quando l’uomo pretendeva dalla moglie un rapporto sessuale. Al rifiuto, l’orco l’ha scaraventata a terra con violenza picchiandola selvaggiamente e minacciandola di farle fare “la stessa fine di Elena Ceste”, inveendo anche contro il figlio minore che cercava di difendere la propria madre. In questo ultimo episodio la donna, esasperata ed impaurita, è riuscita a chiedere aiuto ad un’amica pregandola di chiamare le Forze dell’Ordine. Poco dopo, grazie alla richiesta di intervento da parte dell’amica, sul posto è giunta una Volante del Commissariato di Cassino che, dopo aver sedato la lite, ha accompagnato subito la donna presso il locale Pronto Soccorso, dove le sono stati diagnosticati traumi contusivi al capo, contusioni ed escoriazioni multiple su tutto il corpo con una prognosi di giorni 15. Il poliziotti, resisi conto della gravità della situazione, hanno chiesto anche l’intervento di personale femminile per dare conforto ed assistenza alla povera donna. Il giorno successivo a quest’ultimo episodio violento, la donna ha deciso finalmente di sporgere denuncia nei confronti del bruto, raccontando delle violenze fisiche e psicologiche subite in 23 anni di rapporto matrimoniale. Dopo aver compiuto i necessari accertamenti, è stata quindi presentata un’informativa di reato che è sfociata nella misura cautelare eseguita nella serata di ieri. Il provvedimento di immediato allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie e dal figlio, è stato emesso dal GIP dr.ssa Perna su richiesta del PM dr.ssa Armanini. Red. (foto dal web)
