Questioni ambientali, Valle del Sacco, rifiuti e aumento delle tariffe di conferimento in discarica: chiacchierata a 360° con l’Assessore responsabile del settore Ambiente del Comune di Ceprano Elisa Guerriero.
Molte sono le questioni “ambientali” che stanno a cuore ai cittadini di Ceprano e della provincia, prima su tutte l’inquinamento del fiume Sacco. Assessore Guerriero a che punto siamo?<Purtroppo, in provincia, vi sono molte situazioni di rischio che afferiscono all’ambiente. Quando parliamo di “Valle del Sacco” indichiamo tutta l’area e non più solo il problema di inquinamento da lindano di cui si era a conoscenza già 10 anni fa. La Valle del Sacco è ormai tristemente paragonata alla terra dei fuochi. L’Amministrazione Galli ha subito cominciato a lavorare per trovare nuovi strumenti per affrontare un argomento così delicato. Personalmente mi sono adoperata affinché venisse costituito un coordinamento dei sindaci dei comuni interessati dall’inquinamento del Sacco, questo perché sono e siamo convinti che, soltanto mettendo in comune idee, risorse e addirittura problemi si possano individuare gli strumenti opportuni per bonificare le acque del Sacco e dei terreni adiacenti> In questo contesto si parla spesso del S.I.N.. Ci può spiegare in modo tecnico cosa significa farne parte?<Per bonificare questi territori servono risorse ingenti che non sono assolutamente alla portata delle singole amministrazioni, siano esse comunali, provinciali o regionali. Per tale ragione costituire o rimanere nel S.I.N., ossia, all’interno di un Sito di Interesse Nazionale, può essere l’unico mezzo, per accedere alle risorse dello Stato e ai fondi europei che sono, sicuramente, più cospicui rispetto a quelli regionali. Ma far parte di un S.I.N. non è tutto rose e fiori. Per tali ragioni, abbiamo proposto agli enti competenti una perimetrazione che rispetta i criteri dati, le esigenze, le necessità e le ferite dei territori. Solo oggi, dopo l’ultima riunione del 10 Settembre, ci comunicano che il prossimo 15 dicembre ci sarà l’incontro conclusivo sulla perimetrazione. Far parte di questo sito implica delle incombenze per tutti coloro i quali vi svolgono delle attività, ma anche per i semplici cittadini che voglio effettuare dei piccoli lavori. Per tali motivi abbiamo sollecitato il Ministero dell’Ambiente, più volte, ad assumersi gli oneri della caratterizzazione di queste aree. Noi intendiamo garantire la massima sicurezza ambientale ma, contestualmente, vogliamo che non vadano perse occasioni di rilancio dell’economia in un contesto nel quale l’assenza di lavoro è drammatica> Un altro tema caldo è quello della discarica di Roccasecca. Che sta succedendo, è davvero grave la situazione?<La documentazione del N.O.E. e quella dell’ARPA disegnano una situazione gravemente a rischio. Esiste un concreto pericolo di inquinamento ambientale con le pesanti conseguenze che comporta sulla salute delle persone. La discarica di Roccasecca, collocata tra tre corsi d’acqua, rappresenta, solo per questo motivo, diciamo così, un’incognita. Se poi aggiungiamo quanto venuto a galla dalle recenti analisi dell’Arpa, la sua chiusura è inevitabile, anzi, è urgente. Quello che appare inaccettabile, oltre a quanto detto, è la richiesta di aprire un quinto bacino dove “tombare” tonnellate di rifiuti provenienti da Roma. Una scelta sconsiderata, che va a danneggiare ulteriormente un territorio profondamente segnato dall’inquinamento ambientale, con un’incidenza tumorale e di altre patologie, riconducibili ai veleni prodotti dall’inquinamento, evidentissima. E’ ora di mettere un punto, perché non è possibile continuare a trattare questa provincia come una immensa discarica. A Ceprano facciamo la raccolta differenziata e, nonostante tanti problemi, abbiamo raggiunto un livello pari a circa il 72%. Nonostante ciò, siamo costretti a subire gli effetti velenosi di chi, per incapacità e forse anche altro, ancora non ha attivato la raccolta differenziata. Ma c’è di più. Nel Piano di stralcio per l’assetto Idrogeologico, redatto dall’Autorità di Bacino del Fiume Liri, Garigliano e Volturno, il famigerato quinto bacino della discarica della M.A.D. ricade in un’area a rischio idraulico R3 e R4, ovvero, zone con rischio che va da elevato a molto elevato, così come il rischio alluvione. Tali evidenze, non possono essere assolutamente ignorate, a meno che non si voglia compiere un crimine. Come Amministrazione abbiamo intenzione di portare in Consiglio Comunale un atto di contrarietà a tale ampliamento della discarica prima del 4 dicembre, data nella quale la Regione convocherà tutti gli enti competenti e i portatori d’interesse per procedere alla conferenza dei servizi. Sono stati oltrepassati tutti i limiti ed è essenziale dare un segnale forte, affinché ci sia un maggiore rispetto della salute dei cittadini di questa provincia. La politica deve assumersi queste responsabilità, parlo di politica presente e passata, parlo di tutti coloro che hanno permesso che si arrivasse a questa degenerazione del piano rifiuti nella nostra provincia> Sulla questione dell’aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti presso la Mad/SAF, cosa intendete fare?<Relativamente alla determina regionale di aumento della tariffa per l’accesso dei rifiuti urbani all’impianto SAF di Colfelice e alla sentenza che ha permesso tutto questo, abbiamo intenzione di ricorrere al TAR e stiamo valutando, con giuristi esperti, se vi siano possibilità, poiché riteniamo iniquo che i cepranesi e gli abitanti della provincia siano costretti a pagare ancora di più di ciò che attualmente pagano, per errori e valutazioni errate di soggetti cui non importa nulla degli effetti che potrebbero avere sui cittadini di questi territori. Molti comuni, molti cittadini dovrebbero essere premiati per quanto si stanno spendendo per l’ambiente. Poi arrivano queste assurde decisioni che vanno a gravare sulle tariffe e, allora, la cartina tornasole viene falsata. Non consentiremo, compatibilmente con gli spazi giuridici entro cui potremmo muoverci, che questa vicenda prosegua senza essere ostacolata> Car. Cap
