Anagni – La storia del piccolo Ninì, il bimbo col sorriso

Irene Mizzoni
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Un esempio per tante mamme, tanti genitori, tanti professionisti, viene da Daniela; la Cicogna le ha regalato una creaturina fantastica, tanto fragile quanto importante. Ninì viene considerato da alcuni “sfortunato”, perché vittima innocente di errori altrui.

La storia di “mamma Daniela e Ninì” sembra un capitolo scritto da De Amicis; secondo noi è stato scritto invece da uno Scrittore che vigila dall’Alto. Proponiamo un pensiero della stessa Daniela, che ci ha autorizzato a condividerlo “C’era una volta un bellissimo bimbo, figlio di una bellissima, dolcissima, strabiliantissima, fantasmagoricissima donna, che però aveva un problemino: non sapeva parlare. Da piccolo un mago invidioso gli aveva fatto un brutto incantesimo.  Lui voleva parlare, ma proprio non ci riusciva, così per sentirsi meno solo rideva sempre. Lo chiamavano il bimbo col sorriso. Non tutti lo capivano, ma lui riusciva comunque a farsi volere bene, perché la sua fantastica mamma, streghetta in pensione, lo aveva dotato di due occhi a forma di stella, che emanavano luce di amore. Purtroppo i poteri della mammetta streghetta in pensione nulla potevano contro l’incantesimo del potente mago cattivo, così per far sentire il bimbo meno solo mammetta creò un castello apposta per lui. Era un castello sgangherato, non degno delle migliori opere di architettura, ma aveva una porta magica. Aperta quella porta, che si apriva solo con lo sguardo di stella, il bimbo trovò tanti altri bimbi col sorriso, come lui, e non si sentì mai più solo. E vissero tutti felici e contenti. E la mamma bellissima diventò più bellissima ancora”. Jackal
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