Nell’ambito del Consiglio comunale di Cassino, il sindaco è intervenuto sul Servizio trasfusionale. La mozione approvata nel corso dell’assise, spiega il primo cittadino, “è un atto forte attraverso il quale esprimiamo la volontà di vedere attuato quanto previsto dall’Atto Aziendale e chiediamo per il Santa Scolastica un Servizio Immunotrasfusionale h24”.
“Il sangue è un “bene” vitale sempre più difficile da reperire. Questo perché il sangue, pur essendo indispensabile alla vita umana e a salvarla, non è riproducibile in laboratorio. Pertanto la donazione è uno strumento fondamentale per continuare a salvare vite.Per donare il sangue è necessario avere il Servizio di Medicina Trasfusionale il più vicino possibile alla propria residenza ma anche quando malauguratamente occorre sangue bisogna che esso sia disponibile nel tempo più breve possibile e nella maniera più sicura possibile. E qui veniamo all’argomento in oggetto”. Con queste parole il sindaco introduce il delicato argomento in Consiglio comunale. “Il Decreto n.70 del 2 aprile 2015 del Ministro della Salute cita testualmente: “Il presidio ospedaliero di Cassino risulterebbe non conforme per quanto attiene il servizio trasfusionale per la tipologia assegnata nel contesto della rete di emergenza” e riporta il regolamento da adottare a garanzia degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. In particolar modo i DEA di I livello, come da atto aziendale deve essere l’ospedale Santa Scolastica di Cassino, devono avere fra le varie specialità un servizio Immunotrasfusionale h24. Al Santa Scolastica questo servizio non è mai stato completo, o quantomeno di certo non lo è dal 2010 quando con Decreto del Commissario ad Acta è stato stabilito che le funzioni di Medicina Trasfusionale della Asl di Frosinone fossero assicurate esclusivamente dal Servizio Trasfusionale (SIMT) dell’ospedale di Frosinone. In seguito, sempre con Decreti del Commissario ad Acta (uno del 2013 l’altro del giugno 2014), è stato previsto un servizio di immunoematologia presso l’ospedale Spaziani di Frosinone e due articolazioni organizzative presso Cassino e Sora. L’articolazione organizzativa di Cassino in particolare ha distribuito 2700 unità di sangue l’anno, cioè 225 al mese, fra urgenze e programmate.Le due articolazione organizzative hanno operato dapprima in regime h12, successivamente in h6. Le urgenze notturne sono sempre state assicurate dal SIMT di Frosinone e le estreme urgenze dalle frigoemoteche con sangue 0 negativo. Le due articolazioni organizzative hanno eseguito attività di raccolta sangue ed emocomponenti, la pratica dell’autotrasfusione, la consulenza trasfusionale per l’appropriatezza dell’uso di sangue, la terapia infusionale per i pazienti che necessitano di trasfusioni, mentre l’immunoematologia e la distribuzione ed assegnazione di altre attività sono sempre state effettuate dal SIMT di Frosinone. Questa la situazione allo stato attuale nonostante un atto aziendale approvato da ormai un anno che prevede per Cassino il DEA di I livello e quindi di fatto un SIMT h24. Cosa più volte fatta presente e richiesta ufficialmente ai vertici aziendali e regionali con documentazioni ufficiali, approvate anche dall’intero Consiglio Comunale sia nel 2011 che nel 2014. Il 3 novembre 2015 il dottor Angelo Ceccarelli, responsabile di Unità Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale della Asl di Frosinone, comunicava con lettera indirizzata ai vertici aziendali ed ospedalieri che dal giorno 16 novembre 2015 sarebbe cessata l’attività ambulatoriale di Medicina Trasfusionale svolta presso l’ospedale di Cassino, con trasferimento della stessa presso il SIMT dell’Ospedale di Frosinone. Una decisione assolutamente inaccettabile che non soltanto compromette la donazione del sangue che deve essere il più capillare possibile, ma compromette al contempo la sicurezza del cittadino perché nelle emergenze viene assicurato solo il sangue di gruppo 0 negativo, mentre bisognerebbe sempre effettuare gruppi e sottogruppi soprattutto nei politrasfusi.Non possiamo, in casi di emergenza, far ricorso ai corrieri che da Frosinone devono arrivare nel nostro Ospedale per portare le sacche di sangue necessarie. Rinunciare al SIMT al Santa Scolastica significa non avere, a differenza di quanto previsto dall’Atto Aziendale approvato, il DEA di Primo livello per il Santa Scolastica. Una rete di emergenza non può essere affidata all’operato di un corriere ed ad una frigoemoteca. Pertanto la mozione che oggi approviamo in Consiglio Comunale non è una semplice formalità, ma un atto forte che va oltre le appartenenze politiche attraverso il quale esprimiamo la volontà di vedere attuato quanto previsto dall’Atto Aziendale e contestualmente non solo esprimiamo la totale contrarietà alla cessazione dell’attività ambulatoriale di Medicina Trasfusionale, ma rilanciamo chiedendo per il Santa Scolastica un SIMT (Servizio Immunotrasfusionale) h24”.
