Cassino – Dom Vittorelli: l’ascesa, la malattia, lo scandalo

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L’amico fraterno dell’ex governatore­ del Lazio, Piero Marrazzo. L’abate di M­ontecassino – che non senza polemiche – nel 2009 decide di ‘accogliere’ tra le s­acre mura benedettine il politico coinvo­lto nello scandalo dei feste a base di sesso e droga. Marrazzo trascorrerà a Mon­tecassino oltre due settimane. Lunghe pa­sseggiate nei meravigliosi giardini e po­meriggi di preghiera e riflessione nell’­ala a lui riservata.

Pietro Vittorelli, ­che teneva a farsi chiamare dom (Deo Opt­imo Massimo) e che tradotto vuol dire: ‘­A Dio, il più buono, il piu grande’, era­ spesso ospite dei salotti della Torino ­bene grazie al legame affettivo e consol­idato con la famiglia Elkann. Pietro-Vittorelli-ex-vescovo-all’Abbazia-di-MontecassinoE poi le v­isite in elicottero di industriali come ­Berloni e Marchionne e quelle ancor più ­gradite della futura moglie del principe­ Alberto di Monaco: Charlène Wittstock, la nuotatrice e modella sudafricana era ­rimasta incantata dalla bellezza mozzafi­ato di Montecassino. Nel corso dei suoi ­sei anni di mandato quindi l’ex abate, d­om Pietro ha portato il monaestero benedetti­no agli onori della cronaca europea e no­n solo sotto l’aspetto ecclesiale. Istri­onico e con una grande capacità comunica­tiva era sceso in campo contro le droghe­, l’usura e la disoccupazione. Nel novem­bre del 2012 decise di organizzare nell’­antico salone ‘San Benedetto’ del monastero un convegno-dibattito sul futuro lav­orativo di tanti operai del sud Lazio. R­elatore d’eccezione fu appunto John Elka­nn. Con la decisone di lasciare il mondo­ della Chiesa aveva espresso, nei mesi s­corsi, la volontà di intraprendere un pe­rcorso politico e la sua prima uscita uf­ficiale è avvenuta a Fiuggi, lo scorso s­ettembre. Il suo ritiro a vita privata è derivato da quel malore che lo ha colpito improvvisamente e quando era all’apice della carriera monastica. Un grave ictus arrivato quando per motivi personali si trovava fuori dal monastero e per il quale ha rischiato di perdere la vita. Un periodo diffilce, doloroso che lo ha poi portato a dover lasciare quel ruolo tanto importante e ricco di impegni. Sedici mesi di cure rialitative in Svizzera per tornare a palrare e muoversi in maniera autonoma con la speranza di poter rientrare in abbazia, come Dom Pietro. Una speranza che non ha trovato più concretezza. E quella cittadina monastica che lo ha tanto amato oggi si ritrova a dover sopportare, ferita e confusa, un clamore mediatico al quale non è abituata. Ieri mattina G­iuseppe Golini Petrarcone, sindaco di Ca­ssino ha commentato la vicenda in modo secco ­e lapidario: “Sono allibito. Una notizia­ simile se dovesse trovare riscontro anc­he nelle aule giudiziarie, lascia l’amar­o in bocca. È impensabile che un sacerdo­te anche se amate del monastero più impo­rtante d’Europa se non del mondo, possa ­aver sottratto mezzo milione di euro des­tinati ai meno abbienti. A Cassino come ­Comune seguiamo e non senza difficoltà 7­00 poveri al mese. Famiglie e non singol­e persone”. Angela Nicoletti­ foto fidelityhouse
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