Sono centinaia gli allevatori laziali che hanno manifestato, oggi, a Roma “per chiedere la indicazione obbligatoria in etichetta della provenienza del latte venduto in Italia, l’adeguamento del prezzo del latte alla stalla e per denunciare le mistificazioni delle multinazionali che vendono latte, mozzarelle e formaggi spacciandoli per italiani”.
“Sapete quanto viene riconosciuto per ogni litro di latte a un qualsiasi allevatore di Latina o Frosinone che ogni mattina si sveglia alle quattro per mungere? 33 centesimi. Lo stesso litro di latte, lavorato e imbustato, viene poi venduto a un prezzo quattro volte superiore, in media a 1,50 centesimi. Una sperequazione inaccettabile“. È Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio, ad aprire gli interventi al presidio che questa mattina a Roma, davanti a un centro commerciale, ha aperto la guerra del latte, iniziata in Lombardia, anche nella nostra regione.
“In Italia arriva latte dall’Est Europa con una elevata carica batterica. Il procedimento necessario ad abbatterla intacca, però, anche la qualità, disperdendo le proprietà nutrizionali. Tutto questo mentre le ignare mamme italiane – accusa Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti – sono convinte di dare ai propri figli il miglior latte possibile. Ma così non è, anche perchè da noi non vige l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta. Siamo in piazza per difendere l’autentico latte italiano dall’aggressione commerciale delle multinazionali e chiedere che ai nostri produttori sia riconosciuto un congruo prezzo per il litro alla stalla“.
“Stiamo aspettando che intervenga l’Antitrust – dice il direttore della Coldiretti di Latina e Frosinone Giuseppe Campione – per indagare sulla dinamica dei prezzi, ma anche sul rispetto delle regole del mercato. Senza risposte la mobilitazione continuerà ad oltranza“. A salutare gli allevatori arrivati a Roma da Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo è stato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Vogliamo certezze sul prezzo e contratti per il conferimento ai trasformatori che siano di durata annuale. Chiediamo inoltre alla Regione Lazio – ha detto Moncalvo rivolgendosi all’assessore Sonia Ricci, intervenuta al presidio – di vigilare perché i soldi del prossimo Psr non vadano a finire alle aziende che importano latte dall’estero“.
“L’Assessore all’agricoltura – ha commentato il Consigliere regionale Mario Abbruzzese – deve convocare al più presto il tavolo tecnico sulla vertenza latte ed insieme delineare insieme alle associazioni di categoria una strategia che possa tutelare allevatori e stalle laziali“.
red.
