Nel calcio moderno c’è spazio per tutto, anche per gli sfotto, per le dichiarazioni ufficiali sui social network, per gli insulti e anche per le dichiarazioni di amore. Mattia Perin, numero uno del Genoa, tra i miglior portieri italiani in circolazione, oggetto del desiderio di tantissimi club, specie esteri, e candidato al ruolo di “futuro Buffon” ieri al Comunale è stato, come era prevedibile, bersaglio dei tifosi gialloazzurri per le sue origini pontine.
Cori che un atleta come Perin poteva e doveva aspettarsi, perché la rivalità tra le due tifoserie porta inevitabilmente a questo tipo di “provocazioni”. Il portiere del Genoa in campo è stato impassibile, non ha battuto ciglio e mai ha risposto ai cori che
arrivavano da ogni parte del Comunale. Su Instagram, invece, attraverso il suo account ufficiale ha scritto un suo pensiero che riportiamo integralmente: “Grande reazione da vera squadra… in 10 in un campo brutto e ostico… strepitosi i tifosi al seguito! Ma che dire… strepitosi i miei compagni… sono stati dei leoni… Chi nasce pecora non può morire Leone!!”.
Ognuno tragga le proprie considerazioni da queste parole. A noi spettava il compito e il ruolo di riportarle a mezzo stampa, perché sono dichiarazioni di un calciatore professionista sul suo account ufficiale a commento della gara Frosinone-Genoa. Un tempo si diceva che l’inchiostro di una penna spesso fa peggio di mille insulti verbali. Forse stavolta dall’inchiostro si è passati alla tastiera di uno smartphone.
Alessandro Andrelli
