Venti ciociari iscritti sul registro degli indagati perché coinvolti nell’inchiesta relativa alla falsa cancellazione dei protesti. Un’indagine portata avanti dalla Procura di Roma e che ha coinvolto imprenditori, commercianti e semplici cittadini che volevano farsi cancellare dalla banca dati. Lo scandalo è scoppiato quando le persone che avevano ottenuto la riabilitazione al fine di aprire nuovi conti correnti erano andate protestate nuovamente. A quel punto essendosi profilata la cosiddetta ricaduta dal protesto, alcune banche hanno effettuato delle verifiche circa l’originalità dei provvedimenti riabilitativi. Da lì la verità: la riabilitazione non era mai stati rilasciata dal tribunale civile di Roma. La tecnica utilizzata consisteva nel trovare le persone <giuste> quelle che in cambio di una consistente somma di denaro apponevano falsi sigilli e firme apocrife dei funzionari in servizio presso il Comune di Roma sulle istanze di riabilitazione. Le indagini avviate dopo scandalo dei falsi protesti, hanno portato anche al sequestro di una tipografia ubicata nella capitale dove erano stati ritrovati dei negativi su lastra dei sigilli di alcuni notai e del timbro tondo e timbro di relata, entrambi del Municipio III di Roma, tutti identici a quelli apposti sugli atti. Il 26 novembre prossimo, è stata fissata l’udienza davanti al giudice per le udienze preliminari.
Mar.Ming.
