E’ ufficialmente iniziato il dibattito che ruota attorno alla proposta di cancellazione delle province richiesta dal senatore del PD Raffaele Ranucci nell’ottica della Riforma degli Enti Locali.
Interviene anche la destra locale con il portavoce provinciale di Gioventù Nazionale, Domiziano Salvati, e il dirigente provinciale di Fratelli d’Italia-AN, Roberto Toti, che si dicono assolutamente contrari alla proposta di legge che prevederebbe l’annessione della provincia di Frosinone all’attuale regione Campania. «Al governo Renzi e alla maggioranza del PD – dichiarano Salvati e Toti – non bastano le pessime riforme finora attuate, adesso vogliono anche porre fine all’esistenza di otto regioni e di moltissime province presenti sul nostro territorio nazionale. Già oggi molte province, tra cui quella di Frosinone, vengono completamente dimenticate, se non in periodo di campagna elettorale, dai governi delle rispettive regioni, creando così un vero e proprio disagio negli animi dei cittadini che vengono inspiegabilmente abbandonati; con l’accorpamento previsto nei piani del senatore del Partito Democratico, rischieremo di aggravare questo importante problema che tantissime realtà territoriali oggi soffrono. Riteniamo sia doveroso, così come recita l’articolo 5 Costituzione della Repubblica, attuare il più ampio decentramento amministrativo possibile, per poi successivamente cercare di imporre una politica federalista cosicché ogni Regione possa avere i poteri necessari per rispondere alle quotidiane problematiche dei cittadini che eleggono i rispettivi governi regionali. Crediamo altresì che sia inopportuno accorpare, per importantissimi motivi istituzionali, economici, culturali, sociali e storici la nostra provincia a quelle della regione Campania. E’ una proposta decisamente penalizzante per il nostro territorio che tradizionalmente ha visto la vicinanza a Roma come una importante risorsa ed oggi non possiamo permetterci di perdere questa grande opportunità per andare a convivere con una Regione lontana dalle nostre esperienze. Dovremmo pensare invece a rafforzare le politiche dell’area meridionale del Lazio, proponendo un sistema che veda l’area metropolitana di Roma offrire risorse ed investimenti per le nostre strutture ed i nostri cittadini. Con questa legge si rischierebbe inoltre di cancellare, così come nei tanti altri casi previsti da questa proposta di legge, quelle tradizioni che vivono da tantissimi anni nella nostra terra e che rendono affascinanti i nostri comuni, le nostre province e la nostra amata nazione. E’ un’inziativa – concludono Salvati e Toti – che non va affrontata nè con la fretta sin’ora dimostrata e nè con sufficiente approssimazione»
