Basket – FMC-Roma 74-70, le parole di coach Fucà e Angelo Gigli

Roberto Caporilli
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Al termine del match vinto dalla FMC Ferentino contro la Virtus Roma il coach amaranto Federico Fucà è intervenuto in conferenza stampa. Ecco un estratto delle sue parole.

  “Innazitutto vorrei parlare dell’atmosfera – esordisce il tecnico – c’era una bella cornice che si è sentita nei momenti importanti. Spero che al prossimo match ci sia ancora più gente perché questi ragazzi meritano di essere sostenuti e supportati.” Poi l’allenatore bolognese ha analizzato l’incontro: “Mi aspettavo una gara del genere, a dimostrazione del fatto che questo è un campionato competitivo dove bisognerà sudare ogni domenica. Roma ha due giocatori di categoria superiore come Voskuil e Callahan, noi non siamo riusciti ad ammazzare la partita e forse, facendo più attenzione ai rimbalzi nel primo tempo, avremmo potuto avere un margine più grande. Comunque abbiamo messo un altro mattoncino.” Successivamente un’analisi della prova negativa di Matteo Imbrò e del suo rapporto con Bulleri: “In un processo di crescita è normale avere alti e bassi, anche perché il ragazzo sta guidando una macchina per la prima volta, L’ho fortemente voluto perché è cresciuto in un ambiente competitivo nelle ultime stagioni ma serve pazienza, non bisogna esaltarsi o deprimersi. Anche il Bullo è stato scelto in maniera ponderata, i due si incastrano alla perfezione, Massimo può giocare con lo stesso entusiasmo ma consapevole di avere un ragazzino vicino che gli permette di stare in campo per meno minuti.” Ha parlato in sala stampa anche l’mvp dell’incontro, Angelo Gigli: “E’ stata una partita sporca in cui abbiamo concesso tante seconde occasioni, Roma era molto aggressiva ed è venuta fuori una battaglia piacevole da vedere.” Il pivot gigliato poi ha parlato degli obiettivi della squadra: “Siamo ambiziosi perché abbiamo tutto per fare bene ma penso sia presto per fare previsioni. La società ha investito tanto e spetta a noi ripagarla, tenendo presente che c’è tanta concorrenza.” Roberto Caporilli
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