Tra oggi (19 Settembre) e domani al Pala Ponte Grande di Ferentino andrà in scena la prima edizione del torneo organizzato dalla società gigliata. Ecco come arrivano all’appuntamento le sfidanti Latina, Roma e Trapani.
La seconda semifinale, tra i ciociari e la Benacquista Latina (ore 20), è senza dubbio quella maggiormente carica di fascino, innanzitutto perché il derby con i pontini non è mai una sfida come le altre, nemmeno in amichevole. Ad aggiungere “pepe” al match il ritorno di coach Gramenzi nella sua città adottiva, a pochi mesi dalla fine del lungo rapporto con la Fmc. Il roster nerazzurro è costruito intorno agli americani Mosley e Stanback: il primo è una vecchia conoscenza amaranto, reduce da un’ottima stagione a Recanati, mente il secondo è stato pescato dall’Austria ma ha dimostrato di possedere buone doti offensive. Dopo un inizio di preseason negativo, coinciso con le sconfitte contro Scafati, Caserta e addirittura contro Napoli (formazione di Serie B), i nerazzurri si sono riscattati travolgendo Palestrina e battendo proprio la quotata Givova: una chiara dimostrazione di condizione fisica in crescendo.
Olasewere, vincitore di Afrobasket 2015 con la Nigeria. (Twitter @VirtusRoma)
Nella prima sfida (ore 18) la nuova Virtus Roma si troverà di fronte una delle squadre più ambiziose del girone ovest: la Lighthouse Trapani, imbottita di giocatori provenienti dalla massima serie. Il club capitolino ha scelto il basso profilo nella sua ripartenza della Serie A2, ma ha comunque messo a segno alcuni colpi interessanti. Le certezze sono il “bomber” Voskuil e il romano Maresca, da verificare quanto inciderà la carta d’identità sulle prestazioni di Meini e Callahan, oltre all’impatto del nigeriano Olaswere. Il precampionato ha restituito una squadra altalenante, che ha pagato due quarti negativi contro Trento e Fortitudo e ha faticato molto a battere una squadra di categoria inferiore come Palestrina; unico successo convincente contro la Stella Azzurra.
Trapani invece sta confermando quanto previsto in fase di allestimento del roster: una squadra rodata e pronta a un campionato di vertice. La marcia di avvicinamento finora non è stata macchiata da nessuna sconfitta: la Lighthouse ha messo in riga prima Palermo, poi le ambiziose Agrigento e Reggio Calabria, prima di un pareggio nel “return match” con la Moncada. Quattro prestazioni convincenti nonostante il poco o nullo utilizzo della stella Kendrick Mays, che mancherà anche a Ferentino a causa di un taglio al piede. I vari Chessa, Tommasini, Ganeto e Filloy ha sopperito all’assenza senza troppi problemi, mentre Renzi e Griffin garantiscono punti e presenza vicino al ferro.
Roberto Caporilli