Giovedì 10 settembre 2015 alle ore 18.00, Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco presiederà la solenne concelebrazione liturgica sul Santuario della Madonna della Guardia a San Giovanni Incarico per la conclusione del Giubileo Straordinario Mariano. Ad accogliere il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana vi sarà Sua Eccellenza Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo insieme ai parroci Don Antonio e Don Aurelio Ricci, il sindaco Antonio Salvati e alle autorità civili e militari. Alla solenne cerimonia parteciperanno molti sacerdoti della diocesi.
In realtà il tempo giubilare concesso dalla Penitenzieria Apostolica l’8 maggio scorso, su mandato del Santo Padre, terminerà il 12 settembre, ma la straordinarietà della presenza, il 10 settembre p.v., del Cardinale Bagnasco, può a ragione essere considerata quale eccezionale momento conclusivo del periodo di grazia giubilare.
Esso è iniziato con l’apertura della Porta Santa da parte del vescovo diocesano monsignor Gerardo Antonazzo lo scorso 25 maggio alla presenza di oltre cinquemila fedeli provenienti oltre che dalla comunità locale sangiovannese dalle parrocchie limitrofe, che si sono riversati sul monte Formale per onorare la Madre celeste venerata sotto il titolo della Guardia nel millenario della fondazione del Santuario mariano e, nel centenario, dell’incoronazione della Vergine miracolosa.
I giorni successivi sono stati molto intensi, grazie all’impegno dei parroci, pronti ad accogliere i fedeli che avevano bisogno di avvicinarsi a Dio, attraverso il pellegrinaggio, le preghiere di rito, la confessione, la celebrazione Eucaristica e la meditazione sulla Parola. Ogni sabato è stato celebrato il giubileo per settori: quello per i comunicandi, per i cresimandi, per le famiglie, per gli amministratori, per gli artisti, per le contrade, per i nonni, per gli sposi, per le confraternite, per i disabili.
Inoltre sul Santuario hanno celebrato due dei vescovi emeriti della diocesi, Sua Eccellenza Luca Brandolini, oggi Vicario del Capitolo di San Giovanni in Laterano e Sua Eccellenza Filippo Iannone, vice gerente della Diocesi di Roma. Ha arricchito il tempo giubilare un percorso formativo incentrato sulla Scuola di Mariologia, organizzato con l’ausilio e il patrocinio dell’Università degli Studi di Cassino, grazie al quale è stata approfondita la figura della Madre di Cristo, nella storia, nei testi biblici, negli atti conciliari, nei documenti dei Padri della Chiesa, nella liturgia, nell’arte sacra.
La richiesta al Santo Padre di concessione del periodo giubilare è stata inoltrata dal Vescovo diocesano Mons. Antonazzo, consapevole delle importanti ricorrenze relative al Santuario sangiovannese e della antichissima devozione verso l’Immagine della Guardia. La storia della chiesa è molto antica: la sua prima citazione, risalente al 1043 quando ancora essa era dedicata a San Maurizio, è contenuta in un atto di vendita, conservato presso l’Archivio di Montecassino, in cui si parla di un tale “Giovanni abate del Monastero di San Maurizio sul Monte Formale vicino al castello di San Giovanni”.
In epoca imprecisata, ma a seguito dei saccheggi saraceni, San Giovanni Incarico si cinse di un sistema di punti di avvistamento e utilizzò la chiesa come posto di guardia per vigilare sulla vallata; a questo punto, sembra, essa venne dedicata alla Madonna, venerata sotto il significativo titolo della Guardia.
Agli inizi del XX secolo si riteneva che la Chiesa fosse stata edificata nel 1015, tanto che il popolo devoto inoltrò al Capitolo di San Pietro tramite l’allora ordinario diocesano Mons. Antonio Maria Iannotta, la richiesta di solenne incoronazione della venerata Immagine di Maria Santissima della Guardia, celebrazione che avrebbe dovuto rappresentare il momento culminante dei festeggiamenti per i 900 anni della fondazione. Tuttavia, a causa della prima guerra mondiale, la cerimonia venne sospesa e i festeggiamenti ci furono solo nel 1920. Il tempo giubilare concesso da Papa Francesco ha rappresentato una occasione preziosa di verifica, al fine di stimolare tutti ad azzerare le incoerenze e le pesantezze della vita quotidiana e a valorizzare con scelte coraggiose il volto della Parrocchia.
