Finisce il Liri Blues. Anche quest’anno il festival ha saputo confermarsi come manifestazione culturale di calibro internazionale, calamita per appassionati e non del genere. Pur nella sua versione ridotta, il Blues resta il marchio distintivo del buon intrattenimento offerto dalla città.
Molto alta la qualità degli artisti e numerosissima l’affluenza di gente, soprattutto nella serata di ieri, forse triplicata rispetto al venerdì. Il caso di dire che l’aria era intrisa di arte giacché quasi tutti la emanavano, i musicisti dal palco e gli automobilisti, con la loro indomita tenacia, dai parcheggi. Perché si, ieri parcheggiare non era una cosa da niente, come ogni anno d’ altronde. Tutto ciò nella città della musica, della movida e dei parcheggi inutilizzati. Il Liri Blues si congeda vittorioso, non vinto dai tagli e ci saluta lasciandoci la speranza che la ventinovesima edizione possa tornare con la sua originale estensione. Non resta che credere che dopo questo eloquente successo gli enti, a tutti i livelli, abbandonino la politica dei finanziamenti dispersivi verso qualsiasi tipo di manifestazione, per favorire eventi di consolidato calibro e tradizione come il Liri Blues.
Veronica Villa
