Editoriale – Sora, De Donatis e la tela di Penelope… riorganizzazione comunale tutta da rifare!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Trascorsi circa sei mesi dalla tanto sbandierata riorganizzazione degli uffici e dei servizi del Comune di Sora, è tempo di bilanci. L’intera città, spettatrice di un “parto” senza fine, ha visto fare cose mai immaginate prima. Protagonisti i desideri di vendetta, di annientamento professionale nei confronti di alcuni dipendenti, di “conti” da far pagare senza pietà all’uno o all’altro per i motivi più disparati.  Storie di ordinaria follia ed immensa incapacità!

Nessuno ha tenuto conto delle professionalità, della preparazione, dell’esperienza e delle attitudini. Non interessavano proprio. Così, De Donatis e la sua squadra, impiegando mesi e mesi tra litigi, spaccature e maldicenze interne (l’uno dice male dell’altro e viceversa), hanno riorganizzato i dipendenti. Motivo ufficiale: far funzionare finalmente la macchina amministrativa, anche se a detta dei cittadini e dei frequentatori di palazzo andava benissimo. Motivo ufficioso: rispettare quanto detto in campagna elettorale, punire i dissidenti e premiare sostenitori ed amici (anche se hanno “volutamente” dimenticato qualcuno). Di fronte a tanta scelleratezza, il consigliere Farina ha rimesso la delega al personale. In campagna elettorale e nel periodo successivo all’insediamento si era fatto paladino della rotazione dei dipendenti nel rispetto dell’anticorruzione, non di spedizioni punitive nei confronti di questo o di quello. Meglio tirarsi fuori. Nonostante tale presa di posizione, tutto è andato avanti come da copione. Non è dato sapere di chi sia stata l’ultima parola per l’approvazione finale della più chiacchierata riorganizzazione della storia del comune di Sora. Interrogato singolarmente, ogni rappresentante della maggioranza (sindaco incluso!) ripeterebbe di non aver avuto voce in capitolo e che le scelte sono state volute e fatte da altri. Sembra il gioco delle tre carte. Una situazione patetica ed al contempo profondamente ridicola. Così c’è chi attribuisce tutte “le responsabilità” al segretario generale. Altri, forse più correttamente, dicono che le colpe di tutta la faccenda sono del “vero sindaco” del palazzo e della città, l’assessore Paolacci. Sembrerebbe, infatti, che proprio lei, spalleggiata e guidata dal suo fido braccio destro, avrebbe deciso ed orchestrato tutto, con lo scopo di realizzare una politica di vendetta e di terrore.  Il tutto imbastito su uno scenario da guerra tra poveri, che vede dipendenti contro dipendenti e fratture insanabili. Comportamento avvezzo a questa maggioranza, che anche per il palazzetto Polsinelli non ha esitato un attimo a mettere sorani contro sorani. La realtà dei fatti e l’evoluzione delle situazioni, così come tutti avevamo preventivato, non ha dato ragione né a De Donatis né ai suoi, dimostrando l’assoluta incapacità politica e gestionale del presente gruppo di governo. A sei mesi dallo start, l’evidenza mostra che la riorganizzazione del Comune, unico progetto iniziato e portato a termine da De Donatis e dalla sua maggioranza, dal giorno dell’insediamento ad oggi, è stato un flop! Un vero, immenso ed infinito flop! Non c’è ufficio che funzioni, né settore che dia risposte alle tante problematiche della città.  Sora è abbandonata a se stessa, giace nelle mani di nessuno. Anche gli avversari dell’amministrazione Tersigni, costatando che la maggioranza di De Donatis è di gran lunga peggiore e, per alcune cose, addirittura inqualificabile, rimpiangono il passato. “Si stava meglio quando si pensava di stare peggio” continuano a ripetere. Di fatto, avendo già toccato il massimo del minimo, l’attuale maggioranza è riuscita ad andare ancora più in basso, aggiudicandosi il primato del peggior governo cittadino degli ultimi 30 anni! Definita da tanti, a mo’ di sfottò, come la “legislatura sabbatica” del comune di Sora, il gruppo di governo sarebbe costretto a prendere atto che “gli amici” messi al comando non funzionano ed i dirigenti, sarebbero il meno del meno. E pensare che sembrano costare alle casse del Comune circa 140mila euro l’anno, somma che arriva a superare i 200mila euro se si considerano anche le posizioni organizzative. E, poi, che fine hanno fatto le pesature (compenso annuo riconosciuto) di queste ultime? Una delibera, di diversi mesi fa, diceva che era compito della giunta stabilirle, ma da febbraio tutto tace nella più totale approssimazione. Cosi, sotto il caldo sole di agosto, di fronte all’evidenza più spudorata di un totale fallimento, sembra che la maggioranza sia giunta finalmente alla conclusione che “è tutto da rifare!” Si ricomincerebbe da capo, ripartendo da zero. Quattordici mesi buttati al vento! La riorganizzazione deve essere rivista, rivista tutta e subito. Tanti sarebbero i cambiamenti. Si parla di riportare ai Lavori Pubblici il vecchio gruppo di lavoro. Si parla di ridare la dirigenza a chi in passato già l’ha avuta. Si parla di modifiche e cambiamenti, tutti mirati a tornare alla situazione ante 19 giugno 2016. Certo è che così come stanno le cose, avanti non si va! Ma i membri della piattaforma civica non erano pronti già dalla campagna elettorale? De Donatis non era il sindaco del cambiamento e del rinnovamento? Se è vero che svariate cose torneranno ad essere quelle di prima, (cioè torneranno all”organizzazione dell’amministrazione Tersigni), sarà veramente uno smacco politico senza fine. Sembra la tela di Penelope. E mentre tutta la città osserva disperata la situazione, tra i corridoi di palazzo si parlerebbe soltanto del tanto voluto e desiderato concorso da istruttore direttivo D1. Oltre ad un posto ai Vigili Urbani, che da tempo avrebbe un nome ed un cognome, ne sarebbero stati promessi almeno altri tre all’interno del palazzo. Le prescelte sarebbero donne vicinissime alle detentrici di potere. Sora è scandalizzata di fronte a tanto. Al contempo nessuno vedrebbe (per la verità non è mai stato visto!) in comune lo sceneggiatore/regista assunto nello staff del sindaco. Certo che la città, tra zero spettacoli in piazza ed inesistenti manifestazioni, aveva proprio bisogno di una figura come questa. La sua perdurante assenza è probabilmente in linea con il pensiero dell’amministrazione. Tranne per i soldi pagati dall’ente fuori contratto per il docufilm da portare in America, a nessuno è dato sapere notizia dell’artista. “A golf!!! -urla la gente- Starà giocando a golf!!!” “Ed io pago!” Risponde qualcun altro citando Totò e scuotendo disperatamente la testa. Povera Sora! Davvero povera Sora! Alessandro Andrelli
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