Negato un bicchiere di acqua del rubinetto ad una comitiva di bambini ciociari che si trovava sulla spiaggia di Terracina. Il gestore del bar ha affisso un cartello davanti al bancone sul quale c’è scritto che “Non si danno bicchieri d’acqua dal rubinetto”.
Se hai sete niente bicchiere d’acqua dal rubinetto. Così una comitiva di bambini ciociari è rimasta, è proprio il caso di dire, “a bocca asciutta”. I bambini dopo aver giocato a pallone sulla sabbia si sono avvicinati al bar per chiedere un bicchiere di acqua. Ma lì hanno trovato un cartello affisso davanti al bancone dove c’era scritto che “non si danno bicchieri d’acqua dal rubinetto”. Inutili le proteste dei ragazzini. Il gestore del chiosco è stato irremovibile. Il comportamento dell’esercente ha scatenato le proteste delle mamme le quali hanno preannunciato che segnaleranno la questione ai vigili urbani e ai Carabinieri. Un bicchiere d’acqua non dovrebbe essere negato a nessuno. Ma non si doveva, come da regola di buon cristiano, dare da bere agli assetati? La carità, lo spirito altruistico evidentemente non è di casa sul litorale di Terracina. “Certo – ha detto la mamma di uno dei ragazzini della comitiva- una bottiglietta d’acqua costa un euro, quindi i gestori dei bar hanno tutto l’interesse di vendere le bottiglie confezionate. Ma l’acqua del rubinetto non può essere vietata. Qualcuno obietterà che la crisi attanaglia tutti i settori dell’economia e dunque bisogna difendersi come si può. Ci si deve difendere, è vero, ma non a dispetto degli assetati. Qui l’economia non c’entra nulla, qui c’è di mezzo soltanto uno spirito altruistico e caritatevole ormai dimenticato”.
Marina Mingarelli
