Gentili lettori, sono la Dott.ssa Maria Marzio, Medico Chirurgo specialista in Neuropsichiatria Infantile (NPI) del centro A.M.I (Alatri Medicina Integrata). Il neuropsichiatra infantile si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie neurologiche, neuropsicologiche, psichiatriche e dello sviluppo che possono manifestarsi da zero fino ai 18 anni di età.
Oggi volevo affrontare l’argomento della nascita pretermine, cioè
prima delle 37 settimane di età gestazionale.
Negli ultimi anni, i progressi tecnologici nella qualità dell’assistenza medica hanno aumentato la probabilità di sopravvivenza di neonati di bassissimo peso (anche 500-1000 gr) e/o nati anche molto pretermine, ma non hanno ridotto significativamente gli
outcome patologici.

Non dobbiamo dimenticare infatti che, ancora oggi, nei pretermini le disabilità motorie (incluse le Paralisi Cerebrali Iinfantili) persistono e le disabilità cognitive, di linguaggio, delle funzioni esecutive e comportamentali (es. Disturbo dell’Attenzione ed Iperattività) non sono diminuite rispetto al passato.
I nati molto pretermini sono ad alto rischio di
danno cerebrale acquisito e disturbi della maturazione cerebrale. La nascita pretermine infatti può modificare lo sviluppo del Sistema Nervoso. Anche i late-preterm (cioè nati tra le 34 e le 36+6 sett. di E.G.) hanno un tasso di mortalità 9 volte maggiore rispetto ai nati a termine e sono esposti ad un rischio maggiore di complicanze nel periodo neonatale, che sono inversamente correlate all’età gestazionale.

Non dobbiamo dimenticare che molti dei bambini nati pretermine vengono spesso posti in
Terapia Intensiva Neonatale (TIN) fonte di stressor ambientali e di impoverimento del contatto madre-bambino.
Nella TIN è pertanto portante un adattamento del micro e macro-ambiente, per ricreare un ambiente il più possibile vicino a quello fisiologico (luci soffuse, telini sopra le incubatrici, attenzione alla riduzione dei rumori ambientali), care posturale (variazioni di postura) e care dello sviluppo (allattamento al seno, canguro-trapia, programmi di massaggio infantile, gruppi di sostegno psicologico).
Alla dimissione il pretermine viene spesso inserito in
controlli periodici di follow-up sia di tipo organico che di valutazione e/o monitoraggio dello sviluppo al fine di migliorare l’outcome funzionale globale.

Una diagnosi precoce è essenziale per iniziare un programma di intervento precoce. A tal fine strumenti molto importanti sono:
- L’esame neurologico tradizionale
- La motilità spontanea del bambino (General Movement)
- Le neuroimmagini (Risonanza Magnetica Nucleare)
Fattori ambientali (es. l’intervento riabilitativo precoce) possono infatti modulare positivamente lo sviluppo cerebrale (plasticità cerebrale adattiva) e l’outcome nei disordini congeniti.
Dott.ssa Maria Marzio, Medico Chirurgo specialista in Neuropsichiatria Infantile (NPI)
Bibliografia:
Xiong T, Gonzalez F, «An overview of risck factors for poor neurodevelopmental autcome associated with prematurity», 2012
Araùjo, et al. «Analysis of neonatal morbidity and mortality in late-preterm newborn infants», J Ped, 2012
M.G Dueren et al «<brain devlopment in infant born preterm: looking beyond injury», seminars in neuropsdiatrics neurology, 2013