Salve a tutti, sono Carlo Romano Grillandini, docente di chitarra presso Industrie Sonore. Siamo giunti al mio terzo articolo su questa rubrica musicale, e vorrei ancora restare in ambito storico per un veloce excursus sull’importanza dei luoghi in cui la musica e la storia della musica hanno preso vita. Vi auguro una buona lettura.
Ogni volta che ascoltiamo un disco assistiamo ad un lavoro enorme che parte dall’invenzione dell’artista, passando per l’effettiva composizione del brano per arrivare poi al suo arrangiamento e la scelta dei suoni giusti. Si arriva quindi alla miscellanea finale, che diviene spesso il tratto distintivo di colui che opera dietro la consolle di registrazione. Lo studio di registrazione ottiene così un’importanza fondamentale nella produzione e riproduzione della musica, e nella storia delle band e degli artisti più influenti della storia, questi posti hanno pian piano guadagnato fama e fascino, essendo stati le incubatrici di alcuni dei lavori più importanti della nostra storia. Il più scontato nome è quello dei londinesi Abbey Road Studios. Viene quasi naturale pensare all’assioma Abbey Road-Beatles, vista la vicinanza e, appunto, l’importanza e l’influenza che la stessa band ha avuto, nonché la fama raggiunta dall’album Abbey Road registrato appunto in questi studi. In ogni caso non solo i Beatles hanno usufruito di tale struttura, ma nella lunga lista troviamo produzioni a volte poco conosciute ma non di importanza minore.
Tanto per citarne qualcuno, possiamo parlare di almeno un paio di album degli Shadows, e del fenomenale Dark Side Of The Moon, tanto per limitare l’elenco ai prodotti storicamente importanti. Facendo un salto dall’altra parte dell’oceano, troviamo i famosissimi Sun Studios, culla natale del Re del Rock ‘n Roll, Elvis Presley. Lo studio è situato a Memphis, nel Tennesse, ed ospitò il giovanissimo e sconosciuto Presley nel 1953 per l’incisione di ventiquattro brani. Da quel momento tutti sappiamo il resto della storia. Inoltre questo studio è famoso per aver ospitato altri mostri sacri del country, blues e rock ‘n roll. Parliamo dunque di artisti del calibro di Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, Carl Perkins e Johnny Cash. Tornando alla vecchia Europa, troviamo l’interessantissima idea di inserire uno studio di registrazione all’interno di un van. Stiamo parlando del cosiddetto Rolling Stone’s Mobile Studio, un marchingegno progettato per rispondere all’esigenza della band che non riusciva ad adattarsi ai pochi canali generalmente disponibili in studio. Di fatto, all’interno del Mobile, arrivano a poter usufruire di ben 24 canali diversi. Nel Mobile sono nate diverse pietre miliari del Rock, ovviamente la maggior parte degli Stones, come Sticky Fingers ed Exile on Main St., ma non possiamo non citare anche Led Zeppelin III e Led Zeppelin IV. Inoltre lo studio mobile degli Stones è stato testimone dell’avvenimento che ispirò Ian Gillan nella stesura del testo di Smoke On The Water: di fatto i Deep Purple usufruirono del Mobile per incidere Machine Head. La band si trovava a Montreux per l’incisione di quest’album, e nel brano citato si racconta appunto dell’incendio di un casinò avvenuto durante il concerto dei Frank Zappa and The Mothers Of Invention, a causa di un razzo sparato da uno spettatore.
Come vedete la storia di un semplice studio di registrazione può portare con se tanti altri piccoli aneddoti che hanno a che fare più o meno direttamente con la storia del rock meglio conosciuta. Ma andiamo pure avanti. A Night At The Opera dovrebbe far tornare alla mente il nome di un’altra grande band del passato. Se questo non dovesse accadere, ve lo suggerisco io: parliamo dei Queen. Tale studio non è di certo così determinante, ma basti sapere che ha dato alla luce quello che viene considerato il lavoro più rappresentativo della band inglese. Inoltre gode di un’ambientazione molto particolare e suggestiva, che è quella del suggestivo Galles. Tra le altre cose, quest’album ci da la possibilità di allacciare il discorso su un altro importante studio britannico, il Trident. Per un obbligo di contratto firmato dai Queen, quest’ultimi dovettero registrare alcune parti dell’album in questo studio, che successivamente, essendo anche a capo di un paio di compagnie di produzione, rilasciò l’album stesso con i licenziatari EMI in Inghilterra, ed Elektra negli States. In ogni caso, quello studio vide all’opera anche altri grandi artisti, come David Bowie, Elton John e gli stessi Beatles, che lo scelsero per incidere alcuni titoli come Hey Jude, preferendo le otto tracce del Trident alle quattro degli Abbey Road, ma anche perché, proprio in quel periodo, il Trident introdusse la riduzione del rumore di incisione con il Dolby Recording. Ma facciamo ora un bel salto dall’uggiosa Inghilterra alle spiagge assolate della California. Su Santa Monica Boulevard si registravano dischi che avevano assolutamente a che fare con l’ambiente surf del luogo. Troviamo quindi, su questa famosissima strada, il Gold Star Recording Studios, nome che resterà per sempre nella storia per l’incisione di alcuni brani tratti da Pet Sound dei Beach Boys. In ogni caso moltissimi grandi artisti sono passati attraverso quella porta, possiamo dunque citare i vari Dick Dale, Jimi Hendrix e Chet Baker. Ma la peculiarità di tale studio risiede nell’invenzione della cosiddetta tecnica di registrazione del Wall Of Sound, ideata dal produttore discografico Phil Spector.
Di fatto, avvalendosi della bravura dei due fondatori nonché ingegneri del souno, Stan Ross e Dave Gold, egli formulò una delle più utilizzate soluzioni nelle registrazioni pop e rock, con l’aggiunta di parti orchestrali (archi, ottoni, timpani) alla strumentazione base generalmente composta da chitarra, basso, batteria e piano. Continuando sulla scia dei pionieri del suono, non possiamo non nominare Mr. Cosimo Matassa, nato a New Orleans ma di ovvie origini italiane, scomparso purtroppo qualche mese addietro. La sua genialità lo portò a creare il sound distintivo del Rock n’ Roll di matrice americana. Fondò nel 1955 i Cosimo Recording Studios. Qui nacquero alcuni dei capisaldi del Rock n’ Roll delle origini, come Tutti Frutti di Little Richards e The Fat Man dei Fats Domino.
Inoltre gli studi ospitarono altri grandi artisti come Ray Charles e Bobby Mitchell. Nel 2010 i Cosimo Recording Studios sono stati insigniti come luogo storico per la produzione musicale del Rock n’ Roll dalla Rock and Roll Hall Of Fame. Circa 1000 miglia separano la torbida New Orleans dalla più fredda e temperata Detroit, ed è proprio qui che troviamo in attività artisti del calibro di Marvin Gaye, Stevie Wonder, Diana Ross e, successivamente, i Jackson 5. Il quartier generale era il Motown Hitsville USA, situato nella dowtown di Deroit, aperto sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, dal 1959 al 1973. In una piccola abitazione si riusciva a registrare, anche con metodi all’avanguardia per il tempo, e si apriva uno small business discografico destinato a diventare una grande etichetta discografica. Oggi quella casa è un museo della musica, il simbolo dell’indimenticabile successo delle più famose hits del pop e del R&B degli anni di attività degli studios.
Continuando a muoverci in verticale negli USA, saltiamo un po’ più a sud di Cuba, arrivando fino a Kingston. Qui non troviamo un vero e proprio studio di registrazione, anzi, non lo era nel modo più assoluto, ma il Dodd’s Studio One, era considerato come il Motown Giamaicano, una etichetta discografica che vanta la vendita di venti milioni di copie in ambito Raggae e Ska. Ovviamente, uno dei più grandi esempi del lavoro di questa etichetta resta Bob Marley con i suoi Wailers. Ma torniamo di nuovo a Nord, fino a New York, immaginiamo il cantautorato di protesta, facciamoci venire qualche nome in mente e iniziamo a pensare a un tizio ricciolino che nonostante fosse stonato come una campana è diventato uno dei più importanti cantautori moderni. Il suo primo ed omonimo disco fu pubblicato dalla Columbia Records, inciso sul vinile. In realtà questa etichetta è di certo la più prospera della lista nonché la più antica, fondata alla fine dell’800. In ogni caso è interessante per la nostra analisi nel momento in cui si considera la sua innovazione tecnica abbinata al successo dello stesso Dylan. Di fatto egli fu il primo artista ad essere registrato su vinile nel 1962. Dunque la sede di New York si rende importante per questa innovazione, ma ovviamente Dylan non fu l’unico dei cantautori ospitati, possiamo infatti citare Simon and Garfunkel oppure Johnny Cash. Ma ovviamente la lista è ancora troppo ristretta rispetto alla mole di artisti prodotti e registrati. Da New York torniamo alla vecchia Europa, e di nuovo nel punto di partenza, la fumosa Londra.
Ho adesso la possibilità di parlare di uno dei luoghi al quale sono più legato in ambito di produzione discografica, gli Olympic Sound Studios, ovvero la culla di Are You Experienced, Bold As Love ed Electric Ladyland. Probabilmente tale lista è più che sufficiente, ma non ci si può fermare al solo James Marshall Hendrix, figuratevi. I Led Zeppelin, gli Yardbirds, i Rolling Stones, Elton John, gli Who, i Procol Harum: molti dei più importanti artisti del panorama rock e pop sfruttarono l’avanguardia di tale studio, che, a detta del grande Eddie Kramer, era uno dei più evoluti studi d’incisione del mondo alla fine degli anni ’60. Lo stesso Kramer, uno dei più importanti ingegneri del suono viventi, creò il sound distintivo degli artisti già citati all’interno di quella struttura. Ed ecco svelata l’importanza dell’Olympic, l’emblema del rock anni ’70. In ogni caso Hendrix continuò la sua produzione discografica all’interno dei suoi studios, Electric Lady Studios, edificati nel Greenwich Village di New York. La sua esigenza era quella di poter incidere senza sostenere costi enormi e avere un ambiente rilassante che favorisse la sua personale ispirazione artistica.
Rimaniamo a Londra per fare un salto nel futuro fino ai più moderni lavori di band come The Police, Dire Straits, Duran Duran e artisiti quali Stevie Wonder e Michael Jackson. L’Associeted Independent Recording (AIR) fu fondata nel 1965 da George Martin, già produttore dei Beatles, e nel tempo sistemò tre studi di registrazione: Oxford Street, nella città di Westminster, ai Caraibi sull’Isola di Monsterrat e il terzo nella chiesa sconsacrata Lundhurst Hall, nel sobborgo di Humpsted. La location più affascinante è proprio quest’ultima, ma alcuni dei migliori album degli artisti già citati videro la luce nella sede di Monsterrat. Chiudiamo il nostro viaggio in Germania, citando la culla discografica della new wave e del rock anni ’90, ovvero gli Hansa Tonstudio, che diedero i natali ai maggiori lavori degli U2, di David Bowie e dei Depeche Mode. In conclusione, con questo brevissimo viaggio nella storia della musica, penso di aver evidenziato quanto sia stato importante il luogo e il momento storico all’interno del quale gli artisti che hanno definito la stessa storia della musica moderna si sono trovati in certi momenti della loro produzione. Ho cercato di evidenziare l’importanza che la miscellanea di avanzamento tecnologico e, dunque, di tecnologia disponibile, genialità di certi ingegneri del suono, luoghi particolari e d’ispirazione abbiano creato un ensamble di base condizionando e creando talvolta dal nulla il sound finale che ci permette ancora oggi di distinguere a primo ascolto un artista dall’altro.
Carlo Romano Grillandini – Industrie Sonore
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