Cari lettori,
sono la dottoressa Francesca Straccamore, Psicologa Clinica e Dottore di Ricerca in Psicologia Dinamica e Clinica, che farà parte dell’equipe di professionisti che lavorerà presso il “Centro Alatri Medicina Integrata” (A.M.I.), servizio che, attraverso il confronto e la collaborazione di esperti di discipline diverse, si porrà come obiettivo la presa in carico, l’
assessment e la
cura della salute fisica e psicologica dell’individuo in età evolutiva e adulta. In questo nostro primo incontro ci terrei a presentare i temi che avremo la possibilità di approfondire nel tempo ed il tipo di contributo che offrirò agli utenti del Centro.
Due anime da sempre caratterizzano il mio percorso formativo: una dedita all’attività di ricerca (che ha fatto sì che conseguissi il titolo di Dottorato di Ricerca in Psicologia Dinamica e Clinica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”), l’altra appassionata alla clinica, coltivata grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni ed affinata attraverso il
training presso la Scuola di Specializzazione “Lo Spazio Psicoanalitico” di Roma.

Diversi sono i temi di cui vorrei riflettere con voi. Una dimensione che mi sta particolarmente a cuore e che nel corso del tempo ho avuto modo di approfondire – a livello teorico, clinico e di ricerca – è quella relativa all’ambito dei
“Disturbi dell’Umore” (DSM-5, APA, 2013), in particolar modo alla
sindrome depressiva. Alcuni dei nostri prossimi incontri saranno dedicati all’approfondimento delle varie tipologie dei disturbi depressivi e del modo in cui essi si declinano nelle diverse fasce d’età; particolare attenzione sarà inoltre rivolta alla depressione perinatale, che, com’è noto, può interessare le donne nel periodo che si estende dalla gravidanza sino al primo anno di vita del bambino. Altre aree tematiche su cui vorrei invitarvi a riflettere sono, per citarne solo alcune, quella che ha a che fare con la personalità e i suoi disturbi, o ancora relativa ai “Disturbi d’Ansia”, ai “Disturbi del Comportamento Alimentare”, alle dipendenze, alle relazioni affettive.
Nell’ambito del Centro A.M.I. mi occuperò prevalentemente di
psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico rivolta ad adolescenti e adulti. Abituata – per “deformazione professionale” – a prestare una particolare attenzione al valore ed al significato delle parole, per chiarezza espositiva vorrei chiarire ai “non addetti ai lavori” il lessico di base che utilizzeremo al fine di renderlo più familiare. Ci faremo strada, in questo nostro breve
exursus conoscitivo, attraverso delle domande che potrebbero consentirci di tratteggiare una linea rossa, un
trait d’union, tra i temi accennati.
Cos’è la psicoterapia?
Tra le varie definizioni nel tempo proposte, alcune risultano essere più efficaci: “ogni metodo di trattamento dei disordini psichici o somatici che utilizzi mezzi psicologici e, più precisamente, la relazione fra il terapeuta e il malato” (Laplanche e Pontalis, 1967, p. 458), o, ancora, “un trattamento rivolto alla psiche in un ambito di relazione interpersonale con il sostegno di una teoria scientifica della personalità” (Etchegoyen, 1986, p. 21). Tali definizioni hanno il vantaggio di indicarne alcuni degli elementi costitutivi:
- il metodo: il trattamento si rivolge alla psiche per mezzo della comunicazione;
- lo strumento: si avvale del linguaggio – inteso tout court – ed in particolare della parola (ragion per cui è stata definita talking cure, “cura con le parole”);
- la cornice: ha luogo entro la relazione interpersonale medico-paziente;
- la finalità: si propone come obiettivo la cura.
In quali casi una psicoterapia si può definire psicoanalitica?

Si può definire tale quando si basa sui principi teorici e tecnici della psicoanalisi. Detta anche “
psicologia del profondo, ossia psicologia dei processi della vita psichica sottratti alla coscienza” (Freud, 1922, p. 439), la psicoanalisi si propone di esplicitare il significato
inconscio dei discorsi, delle azioni, dei sogni, delle fantasie di una persona, attraverso le sue
libere associazioni. Al paziente è chiesto di porsi nell’atteggiamento più comodo e sereno possibile e di
associare liberamente, ovvero di cercare di dire tutto ciò che gli viene in mente,
liberamente, senza riserve né critiche rispetto al materiale psichico che sta affiorando, cercando di essere spontaneo,
libero e quanto più sincero possibile: “Dica dunque tutto ciò che Le passa per la mente. Si comporti, per fare un esempio, come un viaggiatore che segga al finestrino di una carrozza ferroviaria e descriva a coloro che si trovano all’interno il mutare del panorama dinanzi ai suoi occhi” (Freud, 1913, p. 344). Oltre ad associare
liberamente, l’individuo è invitato a riportare i propri sogni. Essendo il sogno un fenomeno psichico pienamente valido, di grande rilievo e frutto di un’attività mentale assai complessa, interpretarlo vuol dire indicarne il senso, decifrarne il significato, alla stregua di un linguaggio cifrato. Tale interpretazione costituisce “la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica” (Freud, 1899, p. 553), favorisce un ampliamento della conoscenza di sé, facendo sì che il pensiero si arricchisca di contenuti che gli sono indispensabili per poter funzionare.
Quale valore assume la relazione tra terapeuta e paziente?
Riveste un’importanza cruciale, determinante. Anzitutto, il paziente comunica “solo a condizione che esista un particolare legame emotivo con il medico […] Queste comunicazioni riguardano infatti la parte più intima della sua vita psichica” (Freud, 1916, p. 19). Inoltre, egli inconsciamente trasferisce verso la persona del terapeuta sentimenti, pulsioni, atteggiamenti, fantasie e difese che sono ripetizioni di originarie reazioni nei confronti di persone significative della prima infanzia. Tale processo si rivela materia stessa, motore e miglior alleato della cura. Esso riflette il modo in cui l’apparato psichico funziona costantemente, ovvero per mezzo della relazione con l’altro, ed “è tradizionalmente riconosciuto come il terreno in cui si svolge la problematica di una cura psicoanalitica, la sua impostazione, le sue modalità, la sua interpretazione e la sua risoluzione” (Laplanche, Pontalis, 1967, p. 644). Solamente sperimentando nel rapporto terapeutico le angosce più profonde, gli aspetti più primitivi e le emozioni più complesse è possibile raggiungere un’esperienza autentica (Cancrini, 2007), che possa essere curativa.
Al lettore interessato è suggerita la lettura di “Freud S. (1915-17, 1932),
Introduzione alla psicoanalisi: prima e seconda serie di lezioni. Torino: Bollati Boringhieri, 1978”.
Dott.ssa Francesca Straccamore, Centro Alatri Medicina Integrata (A.M.I.).
Bibliografia citata
American Psychiatric Association (APA) (2013), DSM-5. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Washington DC: American Psychiatric Publishing.
Cancrini T. (2007). Transfert- controtransfert e livelli primitivi della mente e dell’affettività. In A.M. Nicolò (a cura di), Attualità del transfert. Articolazioni, varietà cliniche, evoluzioni. Milano: Franco Angeli, 67-73.
Etchegoyen R.H. (1986), I fondamenti della tecnica psicoanalitica. Roma: Astrolabio, 1990.
Freud S. (1899), L’interpretazione dei sogni. Torino: Bollati Boringhieri, 1989.
Freud S. (1913), Inizio del trattamento, in Totem e tabù e altri scritti 1912-1914, Torino: Bollati Boringhieri, 1989, 333-52.
Freud S. (1922), Due voci di enciclopedia: “Psicoanalisi” e “Teoria della libido”, in L’Io e l’Es e altri scritti 1917-1923, Torino: Bollati Boringhieri, 1989, 437-62.
Laplanche J., Pontalis J.B. (1968), Enciclopedia della psicoanalisi. Bari: Economica Laterza, 1993.