Musica – The Dark Side…L’Immortale

catcst
8 MIn Lettura
Era sempre un brivido aprire un disco, si, un vinile. Quando lo compravi già era bello solo portarlo in mano, guardarlo, così grande e più lo desideravi e più sembrava grande quel disco. Quando comprai The Dark Side Of The Moon era come se lo conoscessi già, pur non avendolo mai sentito. La copertina era già un mito da tempo (non ero nato quando era uscito) e dentro trovai la famosa piramide egiziana con il cielo colorato di “rosa”, messa in camera da letto più tardi, e un poster dei Pink Floyd. Pink_Floyd_-_Dark_Side_of_the_MoonMettere la puntina su The Dark Side Of The Moon è stato come per un bambino mettere le dita nella cioccolata e mangiarla tutta! In italiano “Il lato oscuro della Luna“, è un concept album (l’ottavo in studio) dei Pink Floyd, pubblicato il 1º marzo 1973 negli Stati Uniti e il 24 marzo dello stesso anno nel Regno Unito. The Dark Side of the Moon Tour, fu registrato in due sessioni nel 1972 e nel 1973 negli Abbey Road Studios di Londra. I Pink Floyd utilizzarono le tecniche di registrazione più avanzate dell’epoca, inclusi la registrazione multitraccia e i loop. In molte tracce si usarono sintetizzatori analogici e, in sottofondo, anche una serie di interviste con la band e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici. Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi, incluso il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in Time. pink-floyd-dark-side-of-the-moon-30th-anniversary-edition-posterNon conoscete questo disco? Andate a comprarlo immediatamente! È uno dei dischi più belli di sempre dei Pink Floyd (qualche purista potrebbe obiettare. . . per me lo è) e uno di dischi più belli della storia musicale. E’ un disco da ascoltare, interamente, in un posto tranquillo di casa vostra e colpirà la parte più oscura della Vostra Luna, fidatevi. E’ dell’ultima traccia del lato A del disco che vi voglio parlare: The Great Gig in the Sky, io suono il piano e la dolcezza con cui accarezza il piano Richard Wright, il tastierista dei Pink e autore del brano insieme alla cantante  Clare Torry, è qualcosa di straordinariamente bello sotto il profilo della musicalità, dell’interpretazione e della scelta delle note, risulta fantastico. In un intervista, Wright ha raccontato di essersi ispirato a Bill Evans su Kind of Blue di Miles Davis, altro disco stupefacente che ha cambiato la musica. La steel guitar di Gilmour, che crea i movimenti sonori facendo crescere e cambiare direzione al brano, la batteria di Mason, che con i due colpi iniziali introduce l’improvvisazione vocale, fanno capire la capacità artistica di tutta la band, che non si ferma a Gilmour o a Waters, rispettivamente chitarrista, bassista e cantanti nella band, ma ognuno ha quel non so che di geniale, che ha fatto dei Pink Floyd una delle band, ancora oggi, tra le più amate e imitate. A questo punto ti trovi la cosa che non ti aspetti: la voce. Il Vocalizzo della Cantante. Non c’è il testo, no! La voce è uno strumento in questo caso e fa “l’improvvisazione” sul brano. pink-floyd-dark-side-moon-band-posterClare Torry, è la voce! Si racconta che è una turnista e compositrice che frequentava spesso gli studi di Abbey Road. Parsons la invitò alle registrazioni dopo aver sentito del materiale pop a cui la ragazza aveva lavorato in precedenza, con l’intenzione di farla cantare in The Great Gig in the Sky; la Torry subito rifiutò l’offerta perché voleva andare a vedere Chuck Berry suonare all’Hammersmith Odeon, ma con il gruppo stabilì che sarebbe passata in studio la domenica seguente. I Pink Floyd le spiegarono il concetto che caratterizzava l’album, ma non seppero dirle quello che avrebbe dovuto fare esattamente. Con Gilmour, responsabile di quella sessione, Clare Torry improvvisò, in una sola notte, una melodia vocale senza testo che avrebbe accompagnato l’assolo di pianoforte di Rick Wright. “Sapevamo ciò che volevamo” sostiene la band: “Musicalmente non era ancora chiaro, ma volevamo che qualcuno improvvisasse su questo pezzo. Le dicemmo: pensa alla morte o a qualcosa di macabro e canta.” All’inizio si sentì imbarazzata per la sua esuberanza in cabina di registrazione e volle scusarsi con la band, ma non si era ancora resa conto che tutti erano rimasti estasiati dalla sua prestazione. In seguito si modificò il nuovo materiale per realizzare la versione usata poi nell’album. Clare Torry ricevette un compenso di appena 30 sterline per la sua collaborazione, ma nel 2004 citò in giudizio sia i Floyd che la EMI per le mancate royalties dovutele per il contributo, affermando di essere co-autrice di The Great Gig in the Sky insieme a Richard Wright. I tribunali di giustizia britannici diedero ragione alla cantante, anche se l’accordo economico al quale giunsero le due parti non fu mai rivelato al pubblico. Tutte le edizioni dal 2005 in avanti accreditano The Great Gig in the Sky sia al tastierista dei Floyd che a Clare Torry. (da wikipedia) Rick-WrightBellissima la sua improvvisazione, graffiante e calda, sinistra e sofferente, come voleva la Band e come tante volte ci ha lasciato estasiati. Bellissimo l’hammond di Wright che si inserisce perfettamente nell’improvvisazione della voce. Il momento centrale è quasi la voglia di non morire per arrivare poi alla fine del brano come se non ci fosse più la speranza e tutto finisce con il pianoforte. Non so se oggi le nuove generazioni abbiano la capacità di creare queste perle musicali, i tempi sono cambiati e oggi è così semplice creare musica con il pc a casa, abbiamo tutto così vicino che non andiamo a ricercare altrove quello che tante band negli anni ’70, hanno cercato guardandosi intorno e sperimentando. Sembra che abbiamo troppo anche musicalmente. Certo è che questi sono classici che tutti dovremmo ascoltare, fanno parte della nostra cultura e hanno ispirato tantissimi musicisti. La musica è cultura e divertimento, è pulita e aggregante, ma soprattutto è sempre la migliore amica/o che si può avere. Ascoltiamola   Giorgio Masci e Industrie Sonore

www.industriesonore.it

Direttore Artistico:

Simone Fiorletta

Cell 327 4545732

simone.fiorletta@gmail.com

fb/fiorlettasimone

 
Condividi questo articolo
Nessun commento