La bambina di nazionalità cinese arrivata ieri mattina all’ex presidio ospedaliero di via Onorato Capo, fortunatamente sta meglio.
Era stata accompagnata all’ex presidio ospedaliero dai genitori, turisti in visita della splendida cittadina, in stato di sonnolenza, dopo che tutta la notte non era stata bene. Nell’articolo di ieri abbiamo riportato che il sig. Gianfranco Giuliani del comitato Adesso Basta aveva accompagnato la famiglia, giustamente in preda alla disperazione, perché non riuscivano a capire da dove si entrasse al PAT. Le porte esternamente non si aprono, in special modo quella dove è affisso il foglio A4 con la scritta PAT, come si può notare dal video. Magari è auspicabile da chi deve fare manutenzione di riparare tali porte per agevolare il lavoro dei medici, che già lavorano in condizioni ristrette e anche sostituire al più presto le insegne che traggono in inganno le persone. Il sig. Giuliani aveva accompagnato la bambina all’interno dell’ex pronto soccorso e vedendo che il dottore di turno esitava, aveva chiamato l’infermiere del 118 che si trovava nei locali adiacenti al PAT. Inoltre Giuliani affermava che alla bimba non era stata fatta nemmeno una flebo. Il dott. Carlo Noto, coordinatore del PAT spiega che dalla relazione messa agli atti dalla dottoressa di turno, si evince che la bimba era arrivata alla struttura, in sonnolenza ma svegliabile e viste le condizioni e la giovane età, la dottoressa ha detto al padre di andare all’ospedale di Frosinone. L’infermiere ha chiamato il 118 di Frosinone, chiamata registrata automaticamente dal centralino e ad Anagni era già presente l’infermiere del 118, hanno così trasportato la bambina sull’ ambulanza e sono partiti per lo Spaziani. La dottoressa ha avvertito il 118 e aveva preso la vena alla bimba e fatto la flebo di fisiologica. Aveva messo la cannula, una regola sanitaria che per prima cosa bisogna innescare subito la vena per una qualsiasi evenienza. La dottoressa non ha detto al genitore della ragazzina di accompagnarla lui all’ospedale e ha parlato direttamente col 118. Nell’occasione il dott. Noto ha spiegato a cosa serve il PAT, è un servizio fatto dai medici di medicina generale o formati di medicina generale e hanno l’obbligo del codice bianco e verde, il resto è pronto soccorso. Se dovesse arrivare al PAT un codice giallo o un codice rosso il medico presente, non ha le competenze per affrontarlo e non fa altro che chiamare il 118 e trasferire il paziente al pronto soccorso. “La politica dovrebbe essere più vicino ai medici che sono limitati a fare certe cose. Davanti a un paziente che sta male il medico cosa fa? Secondo scienza e coscienza il medico interviene, non può aspettare l’intervento di uno specialista. Non si può abbandonare un paziente perché non è di competenza del dottore. Poi andrà a rispondere se ha fatto qualcosa di più che non doveva fare.” Continua il dott. Noto: “ Il territorio ha bisogno di un’emergenza, l’ho sempre detto anche ai superiori della sanità. Il territorio di Anagni ha bisogno di un’emergenza, mi dispiace che oggi (n.d.r. ieri) per altre finalità, vuoi politiche, vuoi di contrasto, vuoi per poter esaltare ai politici quelli che sono i bisogni, si aggrediscano i colleghi che stanno lavorando, questo non lo posso accettare, dicendo cose, almeno da quello che io leggo, non sono veritiere.” “Lo sappiamo che il servizio è insufficiente, non c’è il pronto soccorso per un territorio di 80 mila persone, l’ho sempre sostenuto. Menomale che c’è almeno il PAT!” Sentita la dottoressa che prestava servizio ieri al PAT, conferma la dichiarazione del dottor Noto e aggiunge che anche per loro medic,i la situazione è complicata lavorare in quel modo. La situazione è davvero difficile per gli abitanti del territorio, il PAT non basta, sarebbe il caso di affiancare un’automedica del 118, come consigliano gli addetti ai lavori. L’automedica 118, dipende sempre dalla volontà della Regione Lazio, ma con un medico del 118 di emergenza, se arriva un paziente in codice giallo e rosso, è più veloce metterlo in ambulanza. Il sig. Gianfranco Giuliano conferma la sua versione dei fatti dichiarata ieri, inoltre da una testimonianza, presente sul posto, si conferma che all’interno del PAT non era stata messa la cannula e che è stata messa poi sull’ambulanza. Anna Ammanniti
