Domenica scorsa è stata la prima giornata dedicata alla caratteristica manifestazione “Il Gonfalone di Arpino”: dopo la presentazione della kermesse e la benedizione dell’ambito drappo di questa 48esima edizione, hanno sfilato tutte le contrade ed i quartieri partecipanti per l’assegnazione del premio speciale “La Coppia Ciociara più Bella”.
Ad aggiudicarsi il riconoscimento è stata la Contrada Collecarino: gli abiti folkloristici, indossati da Carmine Antonangelo e Ludovica Sacchettino, sono stati realizzati dalla bravissima Teresa Ricci, rispettando fedelmente le caratteristiche del costume tipico ciociaro. Questo ultimo riconoscimento consacra l’abilità di Teresa, insignita per la sesta volta. Secondo classificato il Quartiere Ponte, mentre Civita Falconara si piazza al terzo posto. Il drappo è stato realizzato dall’architetto Maurizio Mastroianni, la cui attività professionale è caratterizzata dall’analisi storica del territorio, da interventi di recupero e di restauro del patrimonio artistico e dei centri storici. <In questa tela, spiega lo stesso autore, ho cercato di imprigionare i simboli ed i valori tipici e forti del nostro territorio. In alto svetta l’aquila romana che tanto lustro ha rappresentato in secoli di storia gloriosa, posta su due torri, a rievocare Caio Mario e Cicerone ma anche a ricordare i due colli di Arpino: Civitavecchia e Civita Falconara, su cui dolcemente ed in modo assolutamente naturale si adagia il caseggiato del centro storico della città. In alto a destra, continua l’arch. Maurizio Mastroianni, appaiono l’ulivo, simbolo di pace e di prosperità, e le ciocie, tipica calzatura che ha dato il nome ad un territorio da pascolo, seppur irto e pietroso. Le ciocie sono avvolte da nastri bianchi e rossi, colori della città stessa. La raffigurazione è quasi tagliata da una fune tesa e leggermente sfilacciata come inno alla manifestazione del “il Gonfalone” essendo il tiro alla fune una delle gare presenti in essa: una fune che mai si spezzerà ed una gara che mai farà vinti e vincitori. La tela nella sua immagine complessiva mostra due tipi di pietra: i massi delle mura ciclopiche a testimonianza che in un epoca di grande civiltà, seppure in un contesto poco popoloso, Arpino “c’era…” ed il basolato romano presente nella nostra città come in tutte le strade romane che percorrono l’Italia intera come la Casilina, l’Aurelia, l’Appia ecc. In basso a destra, l’immagine di una donna ciociara che ha con sé la cannata, tipico recipiente che serviva per contenere e per trasportare l’acqua dalla fonte a casa; ancora una volta nella storia le donne si occupano di provvedere alle necessità familiari e di non far mancare un bene di prima necessità>. Sabato 28 luglio inizieranno le “Feste di Quartieri e Contrade”: sette distinti eventi gastronomici che omaggeranno i piatti tipici della tradizione culinaria ciociara. Il 17/18 e 19 agosto il gran finale con “I giorni del Palio”: nel pomeriggio di venerdì si rinnova l’ appuntamento con gli “Antichi Mestieri ed Angoli Caratteristici”; in serata il premio speciale dedicato al “Balletto Cociaro” per concludere con il “Concertone del Gonfalone”. Sabato la “Corsa degli Asini” e di seguito il “Tiro alla Fune”. Domenica pomeriggio si inizia con il corteo storico delle contrade e quartieri, il “Ballo della Cannata” e poi le gare previste. In chiusura la cerimonia di premiazione, con la consegna del drappo e la festa popolare. Sara Pacitto foto Roberto Gabriele
