Il Consiglio Comunale ha dovuto prendere atto dell’annullamento della Delibera regionale che aveva stoppato gli aumenti tariffari della SAF. Rischio aumenti del 10 o 15% in bolletta
Se ne parlerà ancora per molti mesi. Il tema dell’aumento tariffario improvviso, infatti, non è che all’inizio. Il passaggio in Assise era praticamente d’obbligo, come ha sottolineato bene il Sindaco Morini durante il dibattito, visti gli impegni presi con i Revisori dei Conti e con la Corte dei Conti per via del Piano di riequilibrio. L’aumento- come spiegato chiaramente dall’assessore Santoro- nasce dall’annullamento della Delibera Regionale che nel 2017 aveva tentato di bloccare gli aumenti consistenti della tariffa ma che si basava sulla disponibilità di circa 6 milioni di euro nelle casse della Provincia. Quei soldi sono venuti meno e così anche i presupposti per la tenuta della Delibera che, in Regione, è stata quindi revocata. A questo punto il Comune deve tre anni di aumenti, dal 2015 al 2017 che inevitabilmente si riverseranno sugli utenti già gravati da aumenti consistenti nell’ultimo pagamento. Il consigliere Pavia, nel motivare la propria contrarietà alla delibera che prende atto di questi aumenti, ha messo al corrente l’assise del procedimento penale in corso a carico di alcuni esponenti della SAF e ha proposto al sindaco di chiedere i danni alla società Ambiente Frosinone come ente danneggiato. Sul punto in particolare il Sindaco si è detto disponibile a valutare eventuali azioni per recuperare somme tramite azioni legali che potrebbero essere utili per tamponare gli aumenti in bolletta ma, attualmente, il passo in Consiglio era d’obbligo per via, come già detto, delle indicazioni e prescrizioni di chi “controlla” i conti del Comune. Tra i più critici il consigliere Maggi che già in una precedente seduta del Consiglio aveva tentato di far discutere questo argomento, stoppato però dalla sua maggioranza. A.T.
