Lunedì 9 luglio, il sindaco Daniele Natalia sarà presente all’audizione della Commissione “Sanità” del Consiglio regionale. All’ordine del giorno la chiusura del Primo Soccorso di Anagni e l’istituzione del PAT h24, presso il presidio ex ospedaliero della città dei papi.
Durante la campagna elettorale, l’attuale primo cittadino aveva più volte sottolineato la necessità di affrontare il problema relativo alla sanità locale, una questione da sempre terreno di scontro politico e di mobilitazione sociale. Subito dopo la proclamazione, Natalia ha convocato una riunione dei sindaci del comprensorio, nella quale il sindaco di Anagni è stato delegato a rappresentare in Regione gli interessi e le richieste dei Comuni di Sgurgola, Piglio, Paliano, Serrone, Fiuggi, Acuto e Filettino relativamente al PPI di Anagni. Daniele Natalia: “La difesa del diritto alla salute va ben oltre i colori politici. Non è una questione politica, è una questione di buonsenso. Abbiamo scelto, insieme agli altri sindaci del territorio, di presentare una richiesta urgente di audizione alla Pisana perché non possiamo permettere l’ulteriore depotenziamento di una struttura sanitaria che già viene definita come “ex polo ospedaliero”. La mobilitazione popolare spontanea o sostenuta dalle associazioni è fondamentale, specie su temi d’interesse generale come il diritto alla salute, ma da sola non basta. Quando si hanno le Istituzioni contro diventa tutto più complicato. Oggi invece ad Anagni abbiamo la possibilità di incidere concretamente sulla questione sanità; le associazioni ed i cittadini sono validamente sostenuti dall’amministrazione, così qualche risultato potrà essere raggiunto. Esiste un obiettivo minimo che è la riapertura del pronto soccorso; puntiamo a quello in questa prima fase.” I sindaci del territorio hanno scelto di portare avanti una battaglia unitaria sul fronte della sanità locale ed è stato riconosciuto a Daniele Natalia il ruolo di “collettore” e la capacità di “fare sistema” tra gli amministratori su temi d’interesse generale. “Un ospedale come quello di Anagni, con un bacino d’utenza di circa 80.000 persone, non può restare una scatola vuota; il sistema della sanità locale non è stato ottimizzato con l’istituzione di “poli ospedalieri aggregati”, anzi, è stato di netto peggiorato e le criticità sono sotto gli occhi di tutti. In campagna elettorale ho spiegato che la concezione dei grandi ospedali è ormai sorpassata anche per evidenti motivi di bilancio, ma non si possono privare i cittadini, specie di un’area d’utenza così vasta, dei servizi essenziali. Il pronto soccorso è appunto uno di questi servizi essenziali che vogliamo ripristinare e difendere. C’è bisogno di una politica sana per il territorio, noi non siamo proni alle direttive superiori se vanno contro il territorio; rappresentiamo i cittadini di Anagni, non le consorterie della Regione”. Anna Ammanniti
