Atina/Gallinaro-Strada dissestata, i Comuni non intervengono: ci pensano i residenti

Caterina Paglia
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Strada comunale dissestata da oltre 3 anni, noto agriturismo è costretto a chiudere per giorni al fine di risistemare il tratto con i propri mezzi. I residenti di via Colle Maggio, zona di confine tra il Comune di Atina e quello di Gallinaro, completamente abbandonati dalle istituzioni di competenza, hanno dovuto prendere una drastica decisione, riasfaltando a proprie spese il tratto che conduce verso abitazioni, un’azienda e un agriturismo.

“In via Colle Maggio sembra di vivere in un altro mondo – raccontano esasperati i residenti – dove neppure in carrozza è possibile transitare su una strada a dir poco fatiscente che ormai è letteralmente sterrata. Come se non bastasse – sottolineano dall’agriturismo Tenuta Colle Maggio – il cartello appena apposto che indica la strada dissestata, non invita in alcun modo i nuovi clienti e i più affezionati, ormai spaventati da questo tratto infernale sul quale si rischiano incidenti e danni alle vetture. Noi ci stiamo prodigando per tappare alcune delle numerosissime buche, laddove, essendo una strada comunale, le due istituzioni di competenza dovrebbero risolvere il grave problema che va avanti da troppi anni. Per di più, anche le varie perdite idriche hanno finito di logorare questa meravigliosa via immersa nel verde che sembra essere rimasta al secolo scorso. Ora noi ci rimboccheremo le maniche per rimediare a nostre spese all’accesso della strada, ma è auspicabile che i due Comuni interessati si facciano vivi, prima che si verifichino incidenti. E’ impensabile che oltre alle tasse, alle bollette e a una vita di sacrifici, siamo costretti ad agire da soli per mantenere il nostro lavoro e la sicurezza dei passanti”. Un appello accorato da parte di gente onesta che lavora quotidianamente affrontando a testa alta la crisi economica generale. Occorre una maggiore attenzione, un rispetto che deve valicare le lungaggini burocratiche su lavori urgenti che andavano realizzati da tempo. Caterina Paglia
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