Cassino – Revocatoria ordinaria, il Tribunale condanna i debitori

marfst
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Ancora una sentenza favorevole in tema di revocatoria ordinaria, azione giudiziale intrapresa da un noto istituto di credito per ricostituire la garanzia patrimoniale dolosamente sottratta dai debitori, con un contratto simulato di “vitalizio alimentare”. I convenuti condannati a rifondere all’Istituto di Credito cassinate 13 mila euro di spese processuali.

Il Tribunale Civile di Cassino, con sentenza del 7.06.2018 nella persona del Dott. Gabriele Montefusco, in materia di azione revocatoria, accogliendo integralmente la domanda giudiziale dell’Istituto di Credito, ha condannato i soccombenti a rifondere 13mila euro di spese processuali, oltre alle spese della consulenza Tecnica d’Ufficio. La vicenda trae origine nell’anno 2013 quando la Banca, a ministero del proprio difensore l’Avv. Antonella Verrecchia, decideva di agire giudizialmente per far dichiarare l’inefficacia e conseguente inopponibilità alla Banca, del contratto notarile di “vitalizio alimentare”, con cui i debitori avevano ceduto la proprietà del bene immobile alla loro figlia, verso un corrispettivo “fittizio” consistente in prestazioni di assistenza materiale e spirituale e, in caso di bisogno, spese mediche e similari. Nasceva cosi un lungo contenzioso nell’ambito del quale la Banca aveva sostenuto “la simulazione oggettiva“ del contratto di vitalizio alimentare, stipulato con tale “nomen iuris”, al solo fine di sottrarre il bene immobile all’azione espropriativa dell’istituto di credito. Ebbene, il Tribunale di Cassino accoglieva le argomentazioni della difesa della Banca, ritenendo simulato il contratto, ed integrati e provati tutti gli elementi costitutivi dell’azione revocatoria. Soddisfatta l’Avv. Antonella Verrecchia perché tale pronunzia va a confermare l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale sul tema. (fonte comunicato stampa)
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