Quest’anno nel centro storico non si terranno le Cantine del Rione Giardino. Quasi un “lutto” per l’estate frusinate e soprattutto per quei giovani della città, spesso costretti a fuggire verso altri lidi per godere della movida e di serate goliardiche e spensierate nel capoluogo ciociaro.

Ad annunciare che quest’anno non ci saranno piatti tipici e vino a ravvivare la serata più attesa dell’anno in centro storico, è l’associazione culturale Rione Giardino. Che quella festa l’ha inventata e fatta crescere negli ultimi 18 anni. “L’Associazione Culturale “Rione Giardino” è spiacente di comunicare che per sopraggiunti problemi organizzativi di vario genere non potrà procedere per il 2018 all’organizzazione dell’ormai noto evento “Le Cantine Aperte del Rione Giardino” – si legge nella nota dell’associazione – Durante le valutazioni intercorse al nostro interno nelle scorse settimane, come già successo in alcune occasioni, in mancanza di condizioni ottimali per la realizzazione dell’evento abbiamo dovuto dare ascolto al senso di responsabilità anche alla luce dei nuovi adempimenti legislativi che impongono oneri organizzativi molto più stringenti rispetto al recente passato”. In sostanza a dare un colpo letale all’organizzazione della manifestazione sono state le novità normative. Specie dopo i fatti di piazza San Carlo a Torino, si sono infatti inasprite le prescrizioni antiterrorismo e per la sicurezza durante gli eventi pubblici. Aspetto, questo, che richiede importanti impegni a livello di costi e organizzazione per chi vuole proporre un evento. “Abbiamo preferito dire no, nostro malgrado, soprattutto per difendere l’immagine e la reputazione di una manifestazione che da sempre è sinonimo di qualità e la cui risonanza va ben oltre i confini della nostra Provincia.Ringraziamo sin da ora tutti coloro che da sempre manifestano interesse e apprezzamento per l’operato dell’Associazione e che nel tempo ci hanno esternato vicinanza e partecipazione” dicono dall’associazione.
UN EVENTO DA VENTIMILA PERSONE LASCIATO AL SUO DESTINO
La storia delle Cantine del Giardino a Frosinone è una storia entusiasmante e popolare. La festa è nata nei primi anni Duemila. Quando al Giardino, popolare quartiere del centro storico – dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti – si iniziò con qualche tavolo in un vicolo, una cena goliardica e il passaparola. La manifestazione è così cresciuta a dismisura, grazie all’associazione che ha cercato di dare un’organizzazione a un fenomeno nato spontaneamente. Si è arrivati così anche a 20mila presenze nel Rione in occasione della serata delle Cantine, con visitatori da tutta Italia e pullman di studenti Erasmus provenienti da diversi Paesi del mondo. Decine di cantine, vino, cibi tradizionali della cucina ciociara. Ma negli ultimi anni sono sopraggiunti problemi organizzativi. Il sostegno economico alla manifestazione da parte delle Istituzioni (Regione, Provincia e Comune) è scemato. Emblematico il caso di tre anni fa, quando il contributo economico del Comune per la festa è arrivato a toccare quota zero euro. Anche i frequentatori ci hanno messo del loro. Pur godendo della festa, non tutti si sono dimostrati generosi nel contribuire simbolicamente all’organizzazione: se solo un quarto dei circa 20mila partecipanti alle Cantine acquistasse i kit (da 5 0 6 euro) venduti dall’associazione, la manifestazione arriverebbe quasi a coprire tutti i costi. In questo contesto già nel 2016 la festa fu annullata. E’ tornata l’anno scorso. Ma quest’anno le campane di Sant’Elisabetta non suoneranno a festa per la 17esima edizione. I problemi economici e organizzativi infatti sono diventati insostenibili, aggravati proprio dalle nuove direttive nazionali sulla sicurezza degli eventi pubblici. In cui in questi anni sono apparse barriere anti-camion (per via dei rischi relativi al terrorismo) e altre misure stringenti ( e costose) per gli organizzatori.
“CI STIAMO GIA’ ORGANIZZANDO PER IL 2019”
“E’ uno degli eventi più importanti di Frosinone, ma come organizzatori la situazione è diventata insostenibile, nessuno ci tutela e ci sentiamo un po’ soli – dice Giuseppe Grande dall’associazione Rione Giardino – I costi così diventano esorbitanti fra barriere, limiti e controlli sul numero di persone, estintori, steward”. Ma è mancata anche una presenza delle Istituzioni per un sostegno concreto dell’evento? “Di questo non vogliamo parlare. Gli Enti pubblici potrebbero anche “buttare” un pensiero su quest’evento in fase di bilancio e programmazione, vista la sua importanza per la città. Ma noi non vogliamo assolutamente entrare in polemica con le Istituzioni, non vogliamo che la festa ce la facciano loro. Non vogliamo “mendicare” nulla, anche se questa festa meriterebbe dei riconoscimenti. In questi anni abbiamo sostenuto spese per oltre 30mila euro per l’evento, avendo entrate per circa 10mila. Così diventa insostenibile, anche a livello di responsabilità personali ed economiche degli organizzatori. Ma le Cantine non moriranno. Ci stiamo già organizzando per escogitare soluzioni: venerdì ci sarà la riunione per programmare al meglio l’evento del 2019. Anche perché siamo inondati da chiamate di frusinati e cittadini da tutta Italia che ci chiedono quando ci saranno le prossime Cantine”.
I RIMPIANTI
Forte il rimpianto per “l’arrivederci” a un evento che in questi anni, magari con un apporto più deciso delle Istituzioni, sarebbe potuto decollare. Magari prevedendo anche visite del centro storico collegate alla serata delle Cantine e iniziative o promozioni che, agganciando la grande partecipazione all’evento, possano tenere in città i visitatori non solo per la serata, ma per l’intero weekend. Con ricadute positive su locali e strutture ricettive del capoluogo.
Alessandro Redirossi