Frosinone – Nuove proteste in carcere, SAPPE: “Situazione allarmante”

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SAPPE: “Aperta un’altra nuova Sezione, quella dei collaboratori di giustizia, in carcere: situazione allarmante”.

Suscita nuove forti e vibranti proteste la decisione dell’Amministrazione Penitenziaria di aprire una seconda nuova Sezione detentiva in carcere a Frosinone. Ma il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE contesta vibratamente. Ne spiegano le ragioni Franco d’Ascenzi e Piero Pennacchia, dirigenti del SAPPE nel carcere frusinate: “Questa volta ad aprire è la Sezione dei  collaboratori, a distanza di pochissimi giorni dall’apertura di un’altra Sezione, e sempre più in prossimità del piano ferie estivo. E questo avviene in barba alle tante promesse da parte della Direzione carceraria di Frosinone di migliorare le condizioni di vita lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria […] Nonostante il personale di P.P. sia diminuito di 45 unità rispetto al 2016 e di 33 unità rispetto all’anno scorso, l’Ammministrazione Penitenziaria continua ad inviare detenuti provenienti da altri istituti compromettendo l’ordine e la sicurezza dell’Istituto, che ogni giorno si porta pericolosamente al di sotto del livello minimo di sicurezza.” Donato Capece, segretario generale del SAPPE, assicura pieno sostegno all’iniziativa del SAPPE di Frosinone: “Da tempo denunciamo una situazione allarmante, caratterizzata da un significativo sovraffollamento del carcere a cui si contrappone una significativa carenza di appartenenti alla Polizia Penitenziaria. […] Intanto, come Segreteria Generale del SAPPE abbiamo immediatamente interessato gli uffici ministeriali della protesta in atto nel carcere del Frusinate”. Per il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti“. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica”: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stareristretti in carceri minorili”. (foto di repertorio)  
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