(di Anna Ammanniti) Nello Di Giulio alle prossime elezioni comunali del 10 giugno è il candidato sindaco della coalizione Anagni CAMBIA Anagni.
Nello Di Giulio, anagnino, 63 anni, sposato con due figli, ex direttore di banca, ora in pensione. Di Giulio al suo esordio in politica per cercare di migliorare la città, confidando in un vero cambiamento. Quando e perché ha deciso la sua candidatura a Sindaco Da tempo con amici “belle persone anagnine” lavoravamo alla visione di una città che superasse l’opacità degli ultimi 20 anni e riprendesse un ruolo di città guida dell’Alta Ciociaria assicurando sviluppo, benessere e qualità della vita. Ciononostante solo da qualche settimana ho accettato l’insistente invito a concorrere alla carica di Sindaco spinto da una sorta di “dovere civico” per dare il miglior contributo possibile. Vigeva particolarmente in quei giorni il più miserevole spettacolo di vecchia politica messo in scena dai soliti noti della Città: capannelli e transumanze di liste e persone che inorridiscono la nobiltà e la responsabilità dell’amministrare una comunità fatta di cittadini in carne ed ossa più che da figure e controfigure da valorizzare come “pacchetto voti”. Troppe persone che hanno amministrato per una, due, tre consiliature si presentano, con vecchi sistemi, a rappresentare il nuovo per cambiare e rilanciare Anagni: è una contraddizione in termini, è un’ennesima presa in giro per gli anagnini! Quale sarà l’argomento che affronterà per primo? Penso doveroso, non appena si avvia un impegnativo ed importante viaggio, fare buona conoscenza con la propria macchina ed accertarsi che tutto funzioni al meglio. Voglio dire che la ‘macchina amministrativa’ deve essere messa in grado di affrontare gli impegni di una “amministrazione del fare” di cui la Città sente da anni assoluto bisogno. Per cui tutti i dipendenti dell’Ente e tutti quelli chiamati a concorrere e realizzare gli indirizzi e le decisioni della politica di governo della Città, saranno incontrati, conosciuti ed ascoltati per recuperare il massimo grado di efficienza operativa e riaffermare, così, un virtuoso rapporto con i cittadini spesso critici verso gli Uffici del Palazzo. Quali sono i Vostri progetti e programmi Anagni ha registrato negli ultimi 15 anni un vero e proprio tsunami sulla propria economia che ha cambiato la vita di molti cittadini e la prospettiva di futuro delle loro famiglie. La crisi che ha invaso la nostra area industriale con la chiusura o il ridimensionamento di importanti aziende che occupavano molte migliaia di lavoratori è quasi di carattere epocale. Il vecchio sistema industriale che offriva nei sui desueti processi occupazione e reddito a migliaia di persone appare sempre più con il fiato corto, per un’avanzante trasformazione verso sistemi tecnologicamente più avanzati, in linea con lo sviluppo di nuovi brevetti, la crescita della robotica e pieno utilizzo di moderne “infrastrutture informatiche”. In sintesi, mentre parliamo oggi di “Industria 4.0” ci rendiamo conto che il colpevole stato di arretratezza della nostra area industriale difficilmente potrà attrarre nuovi importanti investimenti capaci di ripristinare il livello occupazionale del settore. Di fronte a tale oggettivo scenario, la nostra proposta amministrativa pone al centro l’esigenza di individuare nuove direttrici di sviluppo, occupazione e reddito in grado di sopperire al ridimensionamento del polo industriale. La Città, se bene amministrata, avrebbe dovuto investire sulla diversificazione economica sin dalla fine degli anni Novanta quando le prime crisi aziendali già presagivano quanto sarebbe accaduto successivamente. Ma venti anni di miopia politica l’hanno impoverita progressivamente come ben appare sotto gli occhi di tutti. Ora Anagni assolutamente non può sciupare altro tempo per non cadere in una irreversibile crisi economica che potrebbe essere devastante anche sul piano sociale! Ormai le casse comunali sono quasi vuote, esistono alternative per mettere in campo progetti? Non c’è dubbio che la finanza pubblica non sia oggi di manica larga come in passato, quando le nostre amministrazioni dormivano anziché studiare, osservare, comprendere, proporre, progettare ed investire come hanno fatto tanti altri Comuni più laboriosi e più virtuosi. Quando le risorse scarseggiano è assolutamente obbligatorio mettere in campo da parte di chi amministra una città proprio queste indispensabili qualità e competenze che ho appena richiamato. Purtroppo chi ha ampiamente dimostrato di non possederne alcuna, difficilmente potrà reinventarsi pur ammucchiando candidati e liste per blandire ed ingannare ancora una volta gli anagnini! Non è più il tempo dei bancomat dove bastava poco per avere tanto. E’ il tempo di sviluppare bandi finalizzati, elaborare progetti innovativi, sviluppare accordi di rete e di settore, promuovere attività consortili, operare sugli Stl (sistemi turistici locali) valorizzare sinergie pubblico-privato, ecc. Anagni di cosa ha bisogno, cosa manca alla città? Anagni ha grandi potenzialità bloccate da qualche eccesso di autoreferenzialità e soprattutto da una insufficienza amministrativa che ha caratterizzato gli ultimi venti anni. La capacità di guardar fuori e misurarsi con un mondo che va molto più veloce di noi è importane ed il presupposto è eleggere una nuova più sensibile classe amministrativa capace di alzare l’orizzonte della città per il bene di chi la vive oggi, così come per i nostri figli e di chi verrà dopo di noi. Quale proposta vi differenzia dalla vecchia politica? Tutto! Come si chiama la Vostra coalizione? Anagni CAMBIA Anagni perché solo gli anagnini, con l’espressione di un voto nuovo, possono migliorare la propria città, la propria qualità della vita senza dover ancor piangere e recriminare come negli anni passati. “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” dicevano i nostri antichi nonni latini. Anna Ammanniti
