“Non abbiamo ancora le nostre aule qui nonostante le promesse della Provincia. Allora facciamo lezione all’aperto”.
Lo dicono gli studenti dell’Istituto Agrario Angeloni di Frosinone, esasperati dalla vicenda di un cantiere infinito. Si tratta del plesso di via Armando Fabi.
Lì per anni ci sono state le classi dell’Agrario e l’azienda agricola con viti, campi e serre per curare la formazione pratica dei ragazzi. Poi il cantiere per i lavori della Provincia, che dovevano terminare nel 2013. Prevedevano la messa in sicurezza del vecchio edificio e la realizzazione di una nuova ala dell’Istituto. A distanza di anni l’ala nuova è quasi terminata, quella vecchia è nell’abbandono.
DISAGI E DANNI PER LA SCUOLA
Nel 2015 gli studenti, per consentire l’avanzamento dei lavori, si sono trasferiti in un edificio di viale Roma per fare lezione. Ma da anni regna lo stallo sul cantiere, con un’opera incompiuta. Nel frattempo i ragazzi sono costretti a fare avanti e indietro in pullman da viale Roma a via Fabi per svolgere le ore cruciali della loro formazione. Quelle nell’azienda agricola.
Un via vai che costa 3mila euro al mese alla Provincia. “Vogliamo le nostre aule in via Fabi in modo da poter frequentare l’azienda agricola senza spostarci continuamente – dice Andrea D’Arpino, rappresentante degli studenti – La staffetta in pullman provoca la perdita di ore di lezione nel traffico. Inoltre in viale Roma le aule non sono adeguate alle nostre esigenze. Non mancano disagi per un ragazzo disabile, che aiutiamo noi negli spostamenti”.
Visto il clima, dopo boom di iscrizioni negli anni passati, l’Agrario ha perso quest’anno due classi prime a causa delle minori iscrizioni. Nel frattempo il piano regionale (condiviso con la Provincia) ha dato il là a un nuovo indirizzo Agrario ad Alatri, ad appena 15 chilometri. Fra le proteste dell’Istituto frusinate, alle prese con i disagi del cantiere.
M5S, PSI E FDI CON I RAGAZZI
Ieri durante la protesta gli studenti hanno incassato l’appoggio di alcuni esponenti politici di Movimento 5 Stelle, Partito socialista e Fratelli d’Italia.
“Questi ragazzi fanno lezione in aule di fortuna in viale Roma. Ci attiveremo in tutte le sedi per sbloccare la situazione. Frosinone non può perdere un altro elemento di attrattività” dicono dal M5S la deputata Enrica Segneri, il consigliere regionale Loreto Marcelli e il consigliere comunale Marco Mastronardi. “E’ inaccettabile il menefreghismo su un’eccellenza del territorio con una storia di 60 anni, in una provincia a vocazione agricola come la nostra” dice Ilio Crescenzi (Fratelli d’Italia). Amareggiato anche Daniele Riggi (Psi): “Nel 2016 si parlò di tempi certi e di una task force per risolvere il problema. Gli impegni vanno mantenuti”.
L’ANNUNCIO DELLA PROVINCIA
Dopo ore di attesa, sul luogo della protesta sono arrivati anche Germano Caperna (consigliere provinciale con delega alla scuola) e Ivan Di Legge, funzionario dell’Ente. Hanno spiegato che i ritardi sono stati collegati ad attriti del passato fra Provincia e ditta incaricata dei lavori, con un contenzioso sfiorato. Ma anche al cambiamento delle normative antisismiche.
Che hanno mutato i programmi in corsa. Infatti l’edificio vecchio non potrà più essere ristrutturato, ma dovrà essere demolito e ricostruito.” Sono legittime le proteste degli studenti, ma la Provincia non è ferma – dice Caperna – Negli ultimi giorni, la ditta ha provveduto alla pulizia dell’area di cantiere e i tecnici della Provincia hanno svolto un sopralluogo e un rilievo per le procedure conseguenti”. Caperna ha spiegato che si sta per sottoscrivere un accordo con la ditta per finire i lavori sull’ala nuova (quasi terminata prima dello stallo) e le aree esterne. Per aprire quella porzione del plesso a settembre con 8 classi su 19. In una seconda fase si penserà all’ala vecchia. “Per quanto riguarda l’edificio esistente invece – dice Caperna – è intenzione della Provincia di demolirlo e ricostruirlo, per adeguare la struttura alla normativa antisismica attraverso apposita richiesta di finanziamento della quale già si era discusso con i competenti uffici regionali che fanno da tramite con il Ministero. Ai rappresentanti delle istituzioni presenti oggi – ha concluso Caperna – chiediamo di supportarci in questa richiesta affinché si possano avere a disposizione le risorse necessarie per realizzare una scuola moderna, funzionale, sicura, con spazi più ampi”.
Alessandro Redirossi
