(di Ester Evangelisti) Oggi, presso il Teatro Nestor di Frosinone, si è svolta la quinta edizione di “Conosciamo i volti del disagio”, manifestazione organizzata dalla Questura di Frosinone e dall’Ufficio scolastico Regionale.
Trattare questi argomenti è sempre difficile, soprattutto quando ad ascoltare sono ragazzi di sedici anni che, forse, non si rendono davvero conto delle conseguenze delle loro azioni. Oggi il mondo è crudele, fa male, e i ragazzi non hanno guide, o meglio, hanno quelle sbagliate: quelle che ti fanno perdere l’orientamento, che ti catapultano su strade secondarie senza sbocchi, dai vicoli bui che non offrono alcuna via d’uscita. Il nostro dovere, davanti ad occhi spenti, persi, che chiedono silenziosamente d’essere ascoltati, è quello di aiutarli a ritrovarsi. Questo compito, spesso difficile, è assolto con determinazione dalla Questura di Frosinone – che oggi ha visto l’intervento del Questore Rosaria Amato –, dall’interesse per i ragazzi del Prefetto Emilia Zarrilli e da Pierino Malandrucco, Dirigente Vicario dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Aiutare i ragazzi è anche e soprattutto ascoltarli, osservare i loro gesti, entrare in relazione con il loro mondo, quel mondo che si impone con forza e che li obbliga a cambiare per poter essere accettati, per poter essere parte di qualcosa che purtroppo, troppo spesso, li distrugge.
Droghe, alcol, violenze, bullismo, maltrattamenti…forse è difficile spiegare davvero come tutto questo può sconvolgere la vita, come può togliere tutto, piegare ad una vita povera di vera vita.
Forse è difficile ma bisogna farlo e nel modo giusto.
Video, musica e balli, sono tutte cose bellissime ed onorevoli, sono una rappresentazione delicata di un mondo oscuro, ma non daranno mai l’idea della sofferenza che un ragazzo impone ad un altro con la forza, del dolore che ti si pianta nello stomaco quando l’uomo che ami ti calpesta i sogni e ti straccia il cuore. Non daranno mai l’idea della paura che ti fa chiudere gli occhi e tapparti con forza le orecchie per non sentire, per smettere di vedere quelle espressioni canzonatorie che ti piantano in testa sempre lo stesso stupido pensiero: “forse hanno ragione loro…forse sono veramente sbagliato…magari se mi comporto come loro…forse mi accettano…”
Accettare.
Forse è proprio questo il vero problema e ciò che dobbiamo insegnare nuovamente ai ragazzi: accettare ed accettarsi.
Accettare l’altro è un po’ come amare, è dire: io ti prendo con me così come sei, con i tuoi difetti e i tuoi pregi; io ti prendo con me per i tuoi sogni che mi sembrano strani, per la musica che ascolti diversa dalla mia e per il tuo taglio di capelli che non farei mai, ma io ti prendo con me e ti accetto, perché è partendo dall’amore che si sconfiggono le “brutture” di questo mondo, perché se accetto te, proprio così come sei, imparo ad accettare anche me.
Droghe, alcol, violenze, bullismo…allontanateli dai voi e dagli altri, denunciate tutto questo dolore, urlate con forza che non è giusto, che siete diversi da tutto questo male che calpesta il mondo, che siete diversi da quella mano che si crede potente e che piega, che lascia segni e paure…
Alzatevi e denunciate, fermate quelle mani violente e imparate a vestirle con la morbidezza delle carezze: solo così non avrete contribuito a sporcare questa vita che, sempre più stanca, lasciamo scivolare via.
Ester Evangelisti
