(di Angela Nicoletti)
Una rogatoria internazionale e una proroga di quattro mesi. Questa la novità emersa dalla fitta coltre di riserbo che avvolge la delicatissima indagine sulla presunta truffa a danni dello Stato e che vede come presunte vittime indirette i profughi accolti in Italia.
Il sostituto procuratore Alfredo Mattei, magistrato dalla Procura di Cassino, ha chiesto ed ottenuto dal Gip, Salvatore Scalera, la rogatoria internazionale. Un atto che servirà agli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato a far ulteriore chiarezza su una vicenda che, lo scorso anno, visti i nomi degli indagati, ha scosso l’opinione pubblica. L’accusa per tutti è quella di truffa ai danni dello Stato e violazione della Legge sull’immigrazione. Avrebbero quindi ottenuto fondi dal Governo per ospitare profughi e provvedere alla loro alfabetizzazione ed integrazione. Quei fondi, secondo le indagini, sarebbero invece stati utilizzati per altri motivi. Tornando alle indagini, perché si è resa necessaria una trasferta all’estero per chi sta indagando? Le ipotesi sono diverse: Potrebbero seguire la scia di alcune operazioni bancarie ritenute sospette. La rogatoria consentirebbe a Guardia di Finanza e Polizia di poter accedere a conti correnti che si trovano in Istituti di credito presenti nei cosiddetti ‘paradisi fiscali’; 2) Potrebbe esserci un testimone, una persona, magari oggi residente all’estero, che deve essere interrogata. Perché a conoscenza di fatti di rilevante importanza investigativa; 3) La mente della presunta associazione a delinquere potrebbe essere a tutt’oggi residente fuori dal suolo nazionale. La rogatoria consentirebbe agli investigatori nostrani di chiedere aiuto a colleghi esteri. Certo è quindi un dato: le indagini proseguono senza sosta, a ritmo serrato e in maniera silente. La conclusione degli accertamenti fiscali e investigativi, salvo ulteriore richieste di proroga, dovrebbe quindi avvenire per il prossimo mese di giugno. Sarà allora che i sette indaganti iniziali (il presidente del Consiglio Comunale di Cassino, Dino Secondino ed il fratello Lucio, l’imprenditore Francesco Mosillo, l’ex sindaco di Cassino Vincenzo Bruno Scittarelli in qualità di componenti o responsabili di cooperative di accoglienza per immigrati, Katia Risi titolare della cooperativa Casa di Tom, il marito Paolo Aristipini ed un loro collaboratore, Luca Imondi), riceveranno l’avviso di conclusione indagini. https://www.tg24.info/cassino-scandalo-immigrati-blitz-in-quattro-comuni-acquisita-documentazione/
