Code interminabili e gente che ha rinunciato a votare, un sistema che ha fallito completamente.
<Da molti anni vengo nominato dalla Corte d’Appello come Presidente di un seggio nel mio paese – ha raccontato uno dei tanti presidenti di seggio – Una cosa del genere non era mai capitata! Le prime avvisaglie del delirio elettorale le ho avute sabato, quando non sono riuscito a chiudere il seggio prima delle ore 22. Il disastro si è consumato nelle ore successive. L’apertura alle 7 della domenica mattina non era stata diversa dalle altre, ma già dopo un’ora si è creata una fila interminabile. Alle 23 ho chiesto alle forze dell’ordine di chiudere i cancelli. Abbiamo fatto tutta una tirata fino alla consegna del materiale della Camera e del Senato avvenuta alle 4,45 circa del mattino seguente. Siamo andati a dormire alle 6, alle 14 lo spoglio delle regionali. Pensavo di chiudere presto ma non ho fatto i conti con gli immancabili imprevisti che non mancano mai. Sono devastato da un sistema di voto improvvisato, ideato probabilmente qualche mese fa da gente che secondo me, non è mai stata in un seggio e che se c’è andata a votare in questa tornata elettorale, forse avrà compreso che fare due ore a mezza di fila per espletare un proprio diritto/dovere non è proprio il massimo>.
