E’ emergenza al SS. Trinità di Sora in merito alla possibile chiusura dei reparti di Cardiologia, Ginecologia ed Ostetricia e Pediatria. A lanciare un grido d’allarme è il dott. Augusto Vinciguerra, presidente dell’Ado, l’associazione dei dipendenti ospedalieri. In una nota il dott. Vinciguerra ripercorre le principali tappe di una vicenda, quella del ridimensionamento del nosocomio sorano, che parte da lontano: <Ancora un anno e’ passato e le cose non sono cambiate affatto>. (r.p.)
<Purtroppo è passato un anno e tutte le promesse fatte, le richieste inviate ad esponenti politici di maggioranza o di minoranza accolte con calore, disponibilità all’ascolto non hanno avuto nessun esito. Le assemblee pubbliche con i Sindaci del territorio che avevano annunciato sfaceli, strappi di fasce tricolori, dimissioni in massa hanno sortito un unico effetto, rabbonire i propri concittadini per andare poi a firmare un Atto Aziendale a dir poco scellerato, fatto da scriteriati che hanno dalla loro un potere politico becero, incapace ma sopratutto senza nessun progetto politico di risanamento economico e sociale di questo territorio, ancor meno per la Sanità ormai tutta romanocentrica. Questa povera Cenerentola, verso cui tutti corrono per poterci ballare e mostrarsi interessati, per poi abbandonarla quando ridiventa una semplice serva che deve solo produrre una cosa importantissima, la salute è ormai allo stremo delle forze. Ma ciò che tutti noi, ogni giorno e con grande sacrificio personale, vogliamo continuare a fare è questo: dimostrare di lavorare per la nostra comunità provinciale producendo buona salute, nonostante le difficoltà siano diventate giornaliere ed ormai quasi insormontabili. Certo le buone intenzioni ed i buoni propositi non costano nulla, le promesse dei quadri dirigenziali aziendali di nuove assunzioni costano ancora meno se poi non si assume nulla e magari, dopo un anno, sono andati in pensione anche altro personale sanitario e di facce nuove non se ne sono proprio viste, alla faccia delle deroghe richieste. I lavoratori della sanità ciociara sono stufi dei continui editti/proclami che annunciano aperture di Case con varie caratteristiche socio/assistenziali, della Salute, della Maternità, per i malati terminali, con personale che viene di volta in volta sottratto ai Presidi Ospedalieri. Ancora oggi siamo in attesa di conoscere la vera strategia sanitaria della nostra azienda. L’unica cosa vera e’ il PROGRESSIVO SMANTELLAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA CIOCIARA. Il reparto di Cardiologia in cui solo due medici effettuano la reperibilità notturna e festiva, la Ginecologia ed Ostetricia sempre in affanno per un andirivieni di medici che vengono poi dirottati su altre sedi ospedaliere dove c’è meno attività assistenziale, l’Ortopedia e Traumatologia che persegue percentuali fra il 90-95% di intervento per frattura di femore entro 48 ore dal ricovero con solo tre colleghi in sala operatoria, ancora la Pediatria con soli 4 colleghi ormai arrivati allo stremo delle forze, un Laboratorio analisi che perde tutta la sua dignità, un Centro Trasfusionale ridotto a semplice registro di carico e scarico di sacche di sangue che viaggiano vertiginosamente fra Frosinone e gli altri presidi ospedalieri in attesa della emergenza emorragica grave che non si farà in tempo a soccorrere, ma ormai quasi tutte le Unità Operative sono al collasso vuoi per la mancanza di personale sanitario vuoi x mancanza di un qualsiasi supporto tecnico. Due parole poi sul fantomatico Polo Oncologico sorano, vera chimera, Unità operativa all’avanguardia per scelta di percorsi assistenziali e per la vicinanza sociale e psicologica ai propri pazienti presto perderà alcuni dei suoi migliori medici perché dopo anni di contratto di collaborazione e borse di studio sono costretti ad andare via alla ricerca di una stabilità lavorativa che la nostra ASL, miope e senza nessuna progettualità verso il futuro non ha saputo garantire! Cosa diremo ai pazienti che da anni sono legati a loro con quel rapporto speciale che lega un paziente complesso e psicologicamente fragile come il paziente oncologico e il medico Oncologo? Non ci sono parole per descrivere questa immane catastrofe che si sta per abbattere sul nostro territorio. Noi dell’ADO abbiamo il dovere di alzare la voce, per farci sentire da tutti VOI. Non staremo in silenzio ad aspettare che i Reparti continuino, con estrema difficoltà, a lavorare solo x la buona volontà e l’attaccamento dei sanitari tutti. Troppe persone stanno zitte, troppi personaggi importanti voltano lo sguardo da un’altra parte, troppi gruppi non riescono a cogliere il dramma che si sta consumando su questa terra. Noi dell’ADO non vogliamo sentirci dire: sapevate tutto e non ci avete avvisati>. Alla luce di quanto esposto il dott. Vinciguerra fa sapere che da domenica pomeriggio ci sarà un presidio in piazza S. Restituta. Roberta Pugliesi
