(di Ester Evangelisti) Il 4 marzo è vicino, anzi, vicinissimo. È fermo dietro l’angolo ed è pronto a compiere il suo ultimo scatto, a bussare alla nostra porta, a chiamarci con forza, a chiederci di votare.
Il 4 marzo è vicino, anzi, vicinissimo e ancora molti si nascondo dietro ad un povero “io non voto”, pur di ripararsi dal suo ultimo scatto.
Questa è ormai la frase tipo, la frase del dispetto, di quel dispetto che si pensa di fare a chi quel voto lo pagherebbe pure e che, invece, ricade su di noi, sulla nostra terra.
“Considerate se questo è un uomo” scriveva, con mani frementi di dolore, Primo Levi, e se oggi dovessi associare questa frase ai non-votanti…
No, non potrei considerarli uomini, forse vigliacchi.
“Considerate se questo è un uomo”
che s’asciuga
con mani fragili
lacrime
per la sua terra
che con i piedi calpesta
insieme ai suoi diritti
che la vita persa
gli ha donato;
che non si batte
per la luce
per ciò che vuole
ma che aspetta al buio
nella speranza
che questa era passi.
“Considerate se questa è una donna”
che non accoglie
che butta via e distrugge
il lungo cammino
e la forza
di chi
prima di lei
ha lottato per lasciarle
non la possibilità
ma la certezza
dei suoi diritti;
che chiude gli occhi
e si lamenta
ma le mani nella pasta della vita
per migliorare
questa misera
“serva Italia”
non le affonda mai.
IO VOTO.
Ho sempre saputo che l’avrei fatto.
Il 4 marzo darò voce alle mie idee, a tutti quei sogni ad occhi aperti che ancora mi danno la forza di camminare con il naso all’insù.
Mi alzerò con la convinzione di poter dare un futuro alla mia speranza, di darle una possibilità, senza paura, e non mi fermerò.
La mina appuntita della matita sarà la mia arma più potente e con quella segnerò il mio futuro, la mia presenza, la mia vita.
Sì, voto per la mia vita, perché solo attraverso il voto, comunque vada, l’avrò rispettata, l’avrò lasciata vincere.
Voto perché chi sta più in alto, alla fine dei giochi, è questo che vuole: il mio silenzio, e proprio per questo non lo avrà: non lo avrà perché il mio voto sarà voce e sarà potente.
Perché il mio voto farà rumore e dimostrerà che non sono disposta a stare ferma, a starmene buona a guardare come distruggono il mio posto nel mondo.
La mia Italia, bella e fiera, madre dei miei sogni.
Voto per me e voto per te.
Per te che te ne stai seduto comodamente nella tua casa e che preferisci aspettare, morire senza provare a lottare.
Voto per te che non hai coraggio, che non hai cuore per la tua terra, che non hai rispetto per la tua vita.
Voto per me e voto per te.
Per te che sputi senza vergogna frasi inutili, stupidi: “non cambierà mai niente”, perché io non voglio essere come te.
Voto perché il cuore mi chiama a farlo, perché prima di me c’è chi ha versato il suo sangue su questa bella terra, dal nome Italia, per lasciarmi tra le mani l’arma più potente: il voto.
Voto perché non sono vigliacca, perché questo è un mio diritto e nessuno mai può chiudere la porta dei miei pensieri, nessuno mai può scegliere per me.
4 marzo…Io voto, e tu?
Ester Evangelisti