Editoriale – Elezioni 4 marzo 2018… noi votiamo, e tu?

Alessandro Andrelli
4 MIn Lettura
(di Ester Evangelisti) Il 4 marzo è vicino, anzi, vicinissimo. È fermo dietro l’angolo ed è pronto a compiere il suo ultimo scatto, a bussare alla nostra porta, a chiamarci con forza, a chiederci di votare.

Il 4 marzo è vicino, anzi, vicinissimo e ancora molti si nascondo dietro ad un povero “io non voto”, pur di ripararsi dal suo ultimo scatto. Questa è ormai la frase tipo, la frase del dispetto, di quel dispetto che si pensa di fare a chi quel voto lo pagherebbe pure e che, invece, ricade su di noi, sulla nostra terra. “Considerate se questo è un uomo” scriveva, con mani frementi di dolore, Primo Levi, e se oggi dovessi associare questa frase ai non-votanti… No, non potrei considerarli uomini, forse vigliacchi. “Considerate se questo è un uomo” che s’asciuga con mani fragili lacrime per la sua terra che con i piedi calpesta insieme ai suoi diritti che la vita persa gli ha donato; che non si batte per la luce per ciò che vuole ma che aspetta al buio nella speranza che questa era passi. “Considerate se questa è una donna” che non accoglie che butta via e distrugge il lungo cammino e la forza di chi prima di lei ha lottato per lasciarle non la possibilità ma la certezza dei suoi diritti; che chiude gli occhi e si lamenta ma le mani nella pasta della vita per migliorare questa misera “serva Italia” non le affonda mai. IO VOTO. Ho sempre saputo che l’avrei fatto. Il 4 marzo darò voce alle mie idee, a tutti quei sogni ad occhi aperti che ancora mi danno la forza di camminare con il naso all’insù. Mi alzerò con la convinzione di poter dare un futuro alla mia speranza, di darle una possibilità, senza paura, e non mi fermerò. La mina appuntita della matita sarà la mia arma più potente e con quella segnerò il mio futuro, la mia presenza, la mia vita. Sì, voto per la mia vita, perché solo attraverso il voto, comunque vada, l’avrò rispettata, l’avrò lasciata vincere. Voto perché chi sta più in alto, alla fine dei giochi, è questo che vuole: il mio silenzio, e proprio per questo non lo avrà: non lo avrà perché il mio voto sarà voce e sarà potente. Perché il mio voto farà rumore e dimostrerà che non sono disposta a stare ferma, a starmene buona a guardare come distruggono il mio posto nel mondo. La mia Italia, bella e fiera, madre dei miei sogni. Voto per me e voto per te. Per te che te ne stai seduto comodamente nella tua casa e che preferisci aspettare, morire senza provare a lottare. Voto per te che non hai coraggio, che non hai cuore per la tua terra, che non hai rispetto per la tua vita. Voto per me e voto per te. Per te che sputi senza vergogna frasi inutili, stupidi: “non cambierà mai niente”, perché io non voglio essere come te. Voto perché il cuore mi chiama a farlo, perché prima di me c’è chi ha versato il suo sangue su questa bella terra, dal nome Italia, per lasciarmi tra le mani l’arma più potente: il voto. Voto perché non sono vigliacca, perché questo è un mio diritto e nessuno mai può chiudere la porta dei miei pensieri, nessuno mai può scegliere per me. 4 marzo…Io voto, e tu? Ester Evangelisti
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