Smantellata la banda che muoveva le fila lungo l’asse attrezzato e che controllava il mercato della prostituzione. Si tratta di venti persone quasi tutti mariti e fidanzati delle giovani che ogni sera venivano accompagnate a battere il marciapiede.
Prima le sposavano e poi le mettevano a battere il marciapiede. E’ questo il risultato di una lunga inchiesta avviata dal pubblico ministero Monica Montermerani che si è conclusa nei giorni scorsi e che ha portato sul registro degli indagati ben venti persone. Tutto era cominciato nel 2015 quando alcune prostitute denunciarono la scomparsa di una loro amica. Temendo le fosse successo qualcosa di grave si erano rivolte agli uffici della questura. Era stato a quel punto che erano scattate le indagini che avevano fatto individuare la presenza di una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione che operava lungo la zona dell’Asse Attrezzato. La banda ogni sera utilizzando numerose vetture girava in lungo e largo lo stradone Asi per controllare che le lucciole facessero bene il loro <lavoro>. A cominciare dal tempo che dedicavano ai loro clienti. Tutto doveva essere cronometrato proprio per avere la possibilità di intascare più denaro. Singolare è che questi protettori erano mariti e fidanzati delle giovani straniere tutte provenienti dall’Est che la sera venivano accompagnate lungo quello stradone per esercitare il mestiere più antico del mondo. Con la scusa di sposarle e formare con loro una famiglia le facevano spostare dalla Romania. Una volta arrivate nel territorio nazionale le ragazze però si trovavano davanti uno scenario ben diverso. Di vero c’era che le sposavano, poi le facevano prostituire. Nei giorni scorsi si sono concluse le indagini preliminari. Venti persone adesso rischiano di finire sotto processo. Mar.Ming.
