Il dottor Fausto Bassetta, ex sindaco di Anagni, intende chiarire alcuni aspetti dichiarati in questi giorni dall’ex consigliere Giuseppe De Luca, sulla caduta del sindaco. Bassetta con rammarico fa notare la volontà dei consiglieri, di aver voluto evitare il confronto pubblico con un Consiglio comunale e di aver preferito dimettersi davanti a un notaio.
De Luca in merito alla caduta dell’amministrazione, afferma che che in quattro anni la stessa si è distinta per immobilismo, per non aver creato una buona squadra di governo. Inoltre De Luca spiega che non hanno “cacciato il sindaco”, in seguito all’estromissione di Aurelio Tagliaboschi, ma per l’impossibilità di portare in porto risultati concreti. Il dott. Bassetta fa notare che nel Consiglio comunale del 9 gennaio 2018 e dal verbale (anche con registrazione audio): “Il consigliere De Luca ringrazia il sindaco per l’assunzione di responsabilità, ma ritiene che non competa solo a lui. Sottolinea la responsabilità tecnico amministrativa e politica e ritiene che, se il Responsabile del Servizio non sa che per fare le assunzioni doveva esserci il consolidato, allora l’inadeguatezza è molto grave. Conclude invitando il sindaco, poiché ritengono che sia una brava persona, ad assumere provvedimenti.” Il 30 gennaio 2018, il sindaco assume i provvedimenti richiesti, valutando una responsabilità politico-amministrativo in capo all’assessore delegato. Il 13 febbraio 2018, 10 consiglieri firmano contestualmente le proprie dimissioni, un altro consigliere le presenta individualmente. L’ex primo cittadino evidenzia il fatto che in quel Consiglio Comunale, il consigliere di opposizione chiedeva al sindaco di prendere i provvedimenti in merito alla faccenda del bilancio consolidato. Continua nelle sue dichiarazioni alla stampa De Luca: “Si è criticata la decisione di andare dal notaio, senza cercare un reale confronto. Si dimentica però che questo gesto è stato reso necessario dal fatto che il sindaco stava cercando di fare ostruzionismo, provando a mettere in discussione la legittimità del consiglio comunale richiesto, per farci arrivare fino a dopo il 24 febbraio, impedendo il voto a maggio. Ci siamo presi per questo la responsabilità di andare dal notaio.” Bassetta fa notare come la ricerca della legalità, che ha sempre cercato il sindaco, è stata definita, da una parte, “cavilli burocratici”, dall’altra parte, “ostruzionismo”. La replica del consigliere non regge anche dal punto di vista formale. Si poteva andare dal notaio il 15 febbraio, venire in consiglio a confrontarsi ed eventualmente protocollare lo stesso giorno le dimissioni contestuali.” De Luca parla ancora riferendosi al discorso del sindaco riguardo il futuro della città: “Si parla di “salto nel buio”. Non è così. Si tratta, invece, di creare delle proposte serie, di puntare più che a mettere insieme ampie coalizioni, a creare schieramenti basati su programmi condivisi e sule reali priorità della città. Un programma snello e realizzabile. Per il bene della città. Chiunque arrivi a governare”. Bassetta replica: “La città e i cittadini stanno ancora aspettando. Magari speravano che nel consiglio del 15 fossero già presentati “schieramenti basati su programmi condivisi e sulle reali priorità della città. Un programma snello e realizzabile. Per il bene della città.” Anna Ammanniti
