FOCUS Frosinone – Prostituta morta, stradone killer e business del sesso!

Francesca Merolle
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A poco o a nulla sono servite le restrizioni del sindaco Nicola Ottaviani, definito da alcuni il “Censore”, che ad agosto 2017 ha introdotto una serie di divieti per contrastare la prostituzione sullo stradone ASI (tra cui multe dai 25 ai 500 euro per prostitute e clienti). L’ordinanza anti-lucciole, così come i maxi controlli attuati con frequenza dalle forze dell’ordine, non sono riusciti ad arginare il fenomeno dilagante della prostituzione su quella strada che continua senza sosta come nel resto del paese.

Il business della prostituzione in Italia vale quasi 4 miliardi. Nel nostro Paese coinvolge oltre 3 milioni di clienti. Per questo motivo si parla da anni della necessità di legalizzare la prostituzione, senza però arrivare a emanare  in merito leggi chiare. Ciò, sia per una questione di sicurezza che per una regolamentazione sul piano fiscale. Un argomento che da sempre porta in se tante contraddizioni e pareri discordanti. Ad esempio, – come spiegato sul sito businessinsiders.com – se da un lato la legge Merlin del 1958, punisce lo sfruttamento, il favoreggiamento e l’induzione alla prostituzione. Dall’altro non costituisce reato, invece, l’attività di meretricio esercitata da una persona adulta che decide volontariamente di prostituirsi in cambio di denaro. Con una sentenza del 2016, poi, la Corte di Cassazione ha assimilato l’attività di prostituzione a un reddito diverso derivante da lavoro autonomo, obbligando di fatto le prostitute a pagare le tasse. La lucciola in pratica è obbligata a pagare le tasse, ma non può di fatto presentare la dichiarazione dei redditi. C’è da dire poi che secondo le stime del Codacons tra il 2007 e il 2014 la prostituzione e il giro d’affari correlato in Italia è in aumento e la prostituzione in strada è ancora la forma più radicata (60%), ma gradualmente si sta affermando anche quella in casa (40%). Tornando a Frosinone e allo stradone ASI, tutte le disposizioni antiprostituzione, come si legge nel testo dell’ordinanza, sono state adottate  “per prevenire e contrastare il grave intralcio o pericolo della circolazione stradale, alla pubblica incolumità e alla sicurezza urbana ovvero il pericolo cagionato da comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via”.  Ma in considerazione del giro di prostituzione tuttora esistente e dell’elevato numero di incidenti avvenuti sull’asse attrezzato non hanno sortito effetti. Purtroppo è di questa notte l’ennesima tragedia in quella zona. La “strada killer” ha preso un’altra vittima. Il “business della prostituzione”, che continua ininterrottamente, ha tolto la vita ad un’altra giovane donna. Red. LEGGI ANCHE: http://www.tg24.info/ focus-frosinone-asse-attrezzato-killer-tragedie-senza-fine
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