I lavoratori, dipendenti fino al luglio 2015 della società che gestiva la fase finale nella produzione di tralicci ed altre componenti di pregio commissionate da prestigiose sigle nazionali ed internazionali, non meritano certamente un simile trattamento.
Il loro è stato un duro lavoro, a contatto con sostanze altamente pericolose che determinavano la qualifica di “eccellenza” per prodotti che non temevano concorrenza. La crisi di Palitalia, infatti, non può essere addebitata alle due strutture anagnine, Siderpali ed Eurozinco, ma ad altre realtà distanti dal territorio della città dei papi. I lavoratori sono in arretrato degli stipendi relativi a numerose mensilità, oltre al Tfr (trattamento di fine rapporto) ed altri emolumenti. I lavoratori, ieri mattina, chiedevano il riconoscimento delle “somme in prededuzione”. Jackal
