Regione – Tradizioni: i Giorni della merla e la Candelora

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I giorni della merla, 28, 29 e 30 gennaio sono considerati i giorni più freddi dell’anno. In questo 2018, però, sembra proprio che la tradizione non sia stata rispettata perché le temperature sono al di sopra delle medie degli anni passati e del tanto atteso gelo nemmeno l’ombra. Questo, secondo i detti popolari non è un buon segno perchè significa che dovremmo aspettare molto prima che l’inverno finisca.

La leggenda vuole che se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. Un po’ come la tradizione americana del giorno della marmotta. A seconda della decisione della marmotta di mostrarsi o meno nella giornata del due febbraio si stabilisce se l’inverno durerà ancora oppure no. Diverse sono, però, le leggende legate ai giorni della merla. Una tradizione dice “che lo scherzoso mese di gennaio desse fastidio a una merla bianca facendo venire il freddo ogni volta che l’uccello usciva a recuperare cibo. La merla gli chiese di essere più breve (allora gennaio aveva 28 giorni), ma non lo convinse. L’anno successivo fece scorta di cibo e restò nel nido per tutto il tempo e il 28esimo giorno si burlò di gennaio. Questo, per vendicarsi, chiese tre giorni a febbraio e scatenò una bufera. La merla si nascose in un comignolo, si salvò, ma le sue piume diventarono nere come sono attualmente”. Dietro la leggenda c’è sempre un fondo di verità: infatti, nel calendario romano, il mese di gennaio aveva solo ventinove giorni, che probabilmente, con il passare degli anni e della trasmissione orale, si tramutarono in trentuno. In questi giorni c’è un’altra ricorrenza cristiana: la Candelora, la festa delle candele che venivano benedette per celebrare la presentazione al tempio di Gesù secondo l’usanza ebraica in quanto primogenito maschio. Siamo a 40 giorni dal Natale e 40 giorni dopo il parto le donne andavano a purificarsi al Tempio. Così fece la Madonna e la festa si chiama anche purificazione di Maria.  “Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”. È questo il noto detto popolare riferito, invece, al rituale della Candelora, introdotto dal patriarca di Roma Gelasio intorno all’anno 474 d.C., in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali, dalla quale ha conservato qualche ispirazione procedurale. Questo proverbio sta ad indicare che se il giorno della Candelora (il 2 febbraio) si avrà bel tempo, si dovranno aspettare ancora diverse settimane perché l’inverno finisca e giunga la primavera; viceversa se lo stesso giorno sarà brutto tempo, allora la bella stagione è ormai vicina. Numerose sono le varianti dialettali del proverbio, alcune anche molte diverse tra loro, ma tutte accomunate dal medesimo fine: descrivere un momento cruciale dell’inverno, quando sono possibili sia forti ondate di gelo e neve, sia anticipi, anche duraturi, della bella stagione; d’altronde, come recita un altro detto popolare del Basso Lazio: “Febbràr, gliù sol rà ogn vàr” (Febbraio, il sole entra da ogni spiraglio). red.  
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